PALERMO – Respingono con forza l’etichetta di no vax. I genitori di Anna Rosa, la bimba di 4 anni morta di difterite, si difendono.
Cinque figli, di cui solo la vittima non aveva eseguito le vaccinazioni obbligatorie.
Perché? I genitori sono pronti a spiegarlo e stamani l’avvocato Luigi Marrandino presenterà un’istanza affinché i suoi assistiti vengono ascoltati di nuovo dalla Procura della Repubblica di Palermo.
I dettagli non emergono. Si parla genericamente di un “impedimento” alla vaccinazione che non viene rivelato perché potrebbe avere un peso nell’inchiesta.
Cosa sostengono i genitori
Di sicuro i genitori respingono con forza l’accusa di non essersi presi cura della loro bambina. Falsa sarebbe la voce circolata in questi giorni che non l’avrebbero vaccinata perché temevano l’autismo.
La malattia in Italia è ormai scomparsa. I genitori sono indagati per omicidio colposo. A loro dire ci sarebbero altre responsabilità da accertare.
A cominciare dal lavoro dei medici che, sulla base del loro racconto, non avrebbero fatto tutto il possibile per salvare la figlia. In otto, tutti in servizio all’Ospedale dei bambini, sono sono stati iscritti nel registro degli indagati. Un atto dovuto e necessario prima che venisse eseguita l’autopsia.
Nella denuncia i genitori puntualizzano di avere detto subito in ospedale, al pronto soccorso del Cervello, che la bimba non era vaccinata. Non lo hanno nascosto. In prima battuta i sanitari diagnosticarono una tonsillite.
Che cosa è successo?
È andata così? Anna Rosa poteva essere curata? È anche questo che la Procura dovrà accertare.
Intanto si analizza la catena degli eventi. La sera del 13 agosto la bambina si sente male: febbre, mal di gola e vomito. “Non respira” dicono i genitori ai sanitari dell’ospedale Cervello.
Le prescrivono una cura e viene dimessa. Una volta a casa le condizioni della piccola non migliorano. La sera del 15 agosto i genitori la riportano in ospedale, sempre al Cervello. Ed è ora che viene ipotizzata la difterite, confermata all’indomani dagli esami.
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Anna Rosa viene trasferita all’Ospedale dei Bambini. Tutte le successive cure risulteranno inutili. Come inutile è il trasferimento alla terapia intensiva dell’ospedale Civico.
Nella notte del 20 agosto il decesso.
L’autopsia eseguita all’Istituto di medicina legale del Policlinico ha confermato la presenza di una grave e diffusa infezione nel corpo della bambina. Gli accertamenti medico-legali dovranno ora contribuire a ricostruire nel dettaglio la successione degli eventi che ha portato alla morte.




