Palermo, la disfida dei polli

Palermo, la disfida dei polli

È polemica tra maggioranza e opposizione per l'evento in programma ai Cantieri Culturali alla Zisa

PALERMO – I Cantieri Culturali della Zisa, tempio della rigenerazione urbana di Palermo, si trasformano in un gigantesco pollaio internazionale. E la polemica, puntuale, ha già iniziato a beccare duramente.

L’evento della discordia

Lo “Spazio Zero” ospita la fiera “Avicoltura della Conca d’oro”: oltre 500 esemplari, razze rare e concorsi di “prestigio” per volatili. Ma quello che per gli organizzatori è un fiore all’occhiello, per le associazioni ambientaliste e culturali è un insulto alla storia del luogo.

Legambiente Sicilia non usa mezzi termini: “Inopportuno e fuori tempo”. Secondo il presidente Tommaso Castronovo, ospitare modelli legati all’allevamento intensivo in piena crisi climatica è un autogol culturale che ignora il benessere animale.

“Uccellacci e uccellini”: la rivolta dei circoli

L’Arci Palermo ha ribattezzato la vicenda con un ironico richiamo pasoliniano, “Uccellacci e uccellini”, ma il tono è tutt’altro che divertito. L’accusa mossa da chi si oppone è chiara: il Comune sta usando i Cantieri come uno “spazio jolly”, un contenitore vuoto da affittare al miglior offerente, dalle fiere ai mercatini, fino alle discoteche improvvisate, snaturandone la missione di polo culturale e congressuale.

La polemica

Mentre i primi polli venivano sistemati nelle gabbie, l’opposizione in Consiglio Comunale passava allora all’attacco formale. Fabio Giambrone (Avs) ha depositato una richiesta di accesso agli atti. Si vogliono vedere le carte. “Chiediamo la documentazione sanitaria e le autorizzazioni dell’Asp”, dicono dai banchi della minoranza.

Il “vuoto” della politica: l’affondo di Mariangela Di Gangi

Sulla questione interviene duramente anche la consigliera Pd Mariangela Di Gangi, spostando il focus dal benessere animale alla gestione strategica della città. Secondo l’esponente dell’opposizione, il problema non sono le galline in sé, ma il “vuoto di visione” che ha permesso il loro ingresso.

“Quando manca una politica culturale, ogni spazio diventa indistinto”, attacca Di Gangi, sottolineando come i Cantieri Culturali stiano perdendo la loro identità di bene comune destinato a produrre lavoro e cultura per trasformarsi in un contenitore riempito “occasionalmente con qualsiasi cosa capiti”.

La consigliera punta il dito anche sulle procedure burocratiche. Insieme ai colleghi di minoranza, ha firmato per l’accesso agli atti per verificare se una fiera avicola possa davvero rientrare tra le attività previste dagli avvisi pubblici dell’amministrazione Lagalla, che solitamente riguardano spettacoli dal vivo, musica o teatro.

La replica: “Lustro, non vergogna”

Ma a Palazzo delle Aquile non si indietreggia. Il vicesindaco, l’assessore alla Cultura Giampiero Cannella, respinge le critiche al mittente: “Nessun motivo di scandalo – ha detto -, lo Spazio Zero ha sempre ospitato eventi diversi dalle arti visive”. Per l’assessore, i Cantieri “non sono un centro sociale a cielo aperto”, rivendicando la libertà di gestione dello spazio. “Non è poi la prima volta – sottolinea Cannella – che in quegli spazi prende vita una simile iniziativa”.

“Nel novembre 2022 si tenne un’iniziativa della Trinacria Onlus – aggiunge -, nello specifico: una mostra nazionale ornitologica allo ‘Spazio tre navate’ e tra l’altro fu un consigliere oggi all’opposizione ad accompagnare da me gli organizzatori”.

“La sinistra che è contro la discriminazione discrimina i volatili? Da cosa dipende? Si sono fatte iniziative simili anche in passato senza che si alzassero polveroni”, conclude Cannella.

Una città divisa

A dare manforte al vicesindaco, va detto, ci sono comunque gli appassionati del settore: “È una mostra internazionale che dà lustro alla città”, commentano i molti sostenitori sui social, ricordando che dietro ogni esemplare c’è il lavoro di veterinari, ornitologi e aziende che muovono l’economia.

Tra chi vede nei Cantieri un’istituzione sacra da proteggere e chi li considera un’area polifunzionale da poter utilizzare liberamente, la “fiera dei polli” è diventata l’ennesimo campo di battaglia politico. Nel frattempo, i cancelli si aprono. La parola, o meglio il verso, passa così ai 500 protagonisti piumati dell’evento.

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