PALERMO – È partita oggi dalla Sicilia una raccolta firme nelle scuole paritarie dell’infanzia e primarie, rivolta alle famiglie degli studenti iscritti che sarà poi trasmessa al Ministero della Pubblica Istruzione e del Merito e all’assessorato all’istruzione della Regione Siciliana.
Nella petizione, che da mercoledì sarà diffusa anche online, si contesta il fatto che il bonus scuola di 1.500 euro inserito nella legge nazionale di bilancio del 2026 sarà riservato soltanto agli studenti che frequentano le scuole paritarie secondarie di primo grado e il primo biennio di secondo grado, lasciando di fatto esclusi gli altri gradi di scuola paritaria.
“Questa limitazione – spiega Giulia Castagna, presidente di Assonidi Confcommercio Palermo – crea una discriminazione tra studenti, tradendo di fatto lo spirito della legge che da un lato, come chiesto da più parti, introduce il buono nazionale destinato alle famiglie che scelgono una scuola paritaria ma dall’altro non lo garantisce a tutti. Con la petizione chiediamo che il bonus scuola venga esteso indistintamente agli studenti di tutti i gradi scolastici che frequentano una scuola pubblica, paritaria o legalmente riconosciuta”.
Il sistema delle scuole paritarie è regolato dalla Legge 62/2000, che ne riconosce la funzione pubblica e prevede pari doveri e pari diritti, anche sotto forma di sostegno economico alle famiglie. L’introduzione del bonus scuola nella legge di bilancio era stata salutata come una conquista ma la stesura finale ha prodotto un malcontento diffuso. “Non chiediamo privilegi, né scorciatoie. Chiediamo equità e coerenza – aggiunge Giulia Castagna -. Ogni studente italiano ha lo stesso valore e lo stesso diritto allo studio, indipendentemente dalla scuola che frequenta”.

