"Ma quale voto di scambio... | Gli scambi sono altri"

“Ma quale voto di scambio… | Gli scambi sono altri”

L'ex governatore: “Privitera è un mio sostenitore da prima che nascesse, nel senso che il padre appoggiò mio padre alle elezioni comunali di Catania nel 1970. Nessuno scambio quindi, nessuna interessata conversione".

IL COMMENTO DI RAFFAELE LOMBARDO
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PALERMO – “Sono rammaricato per questo avviso di garanzia, anche perché si sarebbe potuto agevolmente accertare che il signor Privitera è mio sostenitore da prima di nascere”. Raffaele Lombardo commenta così la notizia della conclusione delle indagini che riguardano lui e il figlio Toti, accusati di voto di scambio aver promesso nel corso della campagna elettorale delle elezioni regionali, e poi concesso, un posto di lavoro a Ernesto Privitera e Angelo Marino, anche loro iscritti nel registro degli indagati.

“Privitera – ribadice Lombardo – è un mio sostenitore, potrei dire, da prima che nascesse, nel senso che il padre appoggiò mio padre alle elezioni comunali di Catania nel 1970 e lui stesso è sempre stato ininterrottamente impegnato al mio fianco. Nessuno scambio quindi, – prosegue Lombardo – nessuna interessata conversione. D’altronde nei lughi anni del mio impegno pubblico non ho mai subordinato uno dei miei molteplici interventi all’ottenimento di una qualsivoglia contropartita. Certo però, – prosegue l’ex governatore – una soddisfazione voglio esprimerla da cittadino e da elettore: che cioè all’esito della complessa indagine, si sono rivelate infondate le voci circa cambi di partito e di candidati legati all’elargizione di assunzioni, di somme di denaro ovvero di prestazioni di varia natura”. Sul coinvolgimento del figlio Toti nell’inchiesta, Lombardo precisa: “L’elergitore sono io, l’indagine riguarda un mio comportamento. Ho premiato un mio fedele sostenitore. Ho avuto delle opportunità di lavoro e le ho offerte ad amici preziosi”.

La conferenza stampa di Lombardo
“Voto di scambio? Abbiamo l’onere di dover dimostrare che la prova non c’é. Nessuno scambio. Purtroppo il polverone, visto il mio nome, servirà a coprire i veri scambi che ci sono stati. E sono molteplici, almeno, dalle voci che io ho raccolto numerose intorno alle scorse elezioni regionali che si sono fatte il 28 ottobre”. Lo ha detto l’ex presidente ella Regione Siciliana Raffaele Lombardo incontrando i giornalisti a Catania per commentare l’avviso di garanzia ricevuto insieme con il figlio Toti nell’ambito di un’inchiesta per voto di scambio avviata dalla Procura. Un incontro che ha fatto seguito a un primo commento a caldo. Alla domanda di un giornalista che gli ha chiesto se credeva ci fosse una persecuzione nei suoi confronti, Lombardo ha risposto:”No, per carità. Diciamo che non c’é una grande simpatia. Ma fin quando era nei miei confronti lo potevo anche capire. Ma anche verso mio figlio? Ma é una questione di specie? Mio figlio non c’entra nulla. Se posso permettermi un termine che non vuole essere irrispettoso nei confronti della magistratura, é una cosa eccessiva”. “Non mi sento perseguitato – ha concluso – mi sento stimolato, ovviamente, a dimostrare che non é vero nulla e che non c’é nessun reato”.


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