SAN PIETRO CLARENZA (CATANIA) – Tra i Comuni siciliani al voto nella tornata della imminente primavera, c’è anche San Pietro Clarenza. Eppure, alla vigilia del rinnovo amministrativo ieri sera – giovedì 26 febbraio – come un fulmine a ciel sereno sono arrivate le dimissioni di quattro consiglieri comunali.
San Pietro Clarenza, le dimissioni dei 4 consiglieri
Orazio Scalia, Nino Ciranna, Ester Chiarenza e Gaetano Angemi hanno rimesso il proprio mandato nel corso dell’ultima seduta. Quella di ieri, per l’appunto.
“Abbiamo rassegnato le nostre dimissioni perché nel nostro Comune si è determinata una condizione di inagibilità democratica del Consiglio Comunale – spiegano gli ormai ex consiglieri -. Il Consiglio dovrebbe essere il luogo del confronto, del controllo e della trasparenza. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a rinvii continui dei punti più importanti, interrogazioni senza risposte, mancanza di chiarezza su temi fondamentali come gli oneri di urbanizzazione e un progressivo svuotamento del ruolo consiliare.
“Atto di coerenza e rispetto verso i cittadini”
“Non è un episodio isolato – proseguono e concludono -. È un metodo. Quando il confronto viene sistematicamente rinviato e il controllo politico diventa solo formale, la democrazia si indebolisce. Restare avrebbe significato legittimare questa situazione. Per questo abbiamo scelto di dimetterci. Non è una fuga dalle responsabilità, ma un atto di coerenza e rispetto verso i cittadini”.
“Sono amareggiato”
Interpellato sull’accaduto, il presidente dell’assise Concetto Poma racconta la sua versione. “Posso solo dire di essere amareggiato. Da presidente ho sempre dato spazio alle loro richieste. Certamente, dagli uffici e dall’amministrazione ci sono stati dei ritardi nelle risposta richieste. Ma si poteva andare tranquillamente negli uffici e chiedere conto e ragione. Ma ognuno fa, ovviamente, proprie scelte. Dimettersi per questi motivi, francamente, mi amareggia”.
Nel prossimi giorni verrà convocato un nuovo consiglio per procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari. A loro, nel finale di consiliatura, subentreranno i quatto che succedono in ordine di elezione.

