Corte dei Conti: “Vicini ai cittadini colpiti da frane e cicloni”

Corte dei Conti: “Vicini ai cittadini colpiti da frane e cicloni”

Inaugurazione dell'anno giudiziario
MAGISTRATURA CONTABILE
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PALERMO – Vicinanza ai cittadini colpiti dalle recenti calamità naturali in Sicilia, difesa del ruolo della magistratura contabile e critiche alla riforma della responsabilità amministrativa. Sono alcuni dei temi al centro della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti in Sicilia. Nel corso della relazione inaugurale, la presidente della sezione giurisdizionale per la Regione siciliana Anna Luisa Carra ha ricordato infatti le recenti emergenze che hanno colpito l’Isola.

La vicinanza ai cittadini colpiti dalle calamità

“Oggi, in questa terra di Sicilia, non possono lasciarci indifferenti i recenti incresciosi accadimenti dovuti a catastrofi naturali che hanno interessato i cittadini del Comune di Niscemi e tutti quelli travolti dal ciclone che ha flagellato la costa orientale dell’Isola”, ha detto Carra.

“La immagini di un intero paese letteralmente sull’orlo del baratro ci stringono ai suoi abitanti, ai quali va il pensiero e la vicinanza nostra e di tutte le istituzioni che, invero, si sono mosse con apprezzabile celerità – sia a livello regionale, comunale e della protezione civile – per sopperire alle necessità immediate dei cittadini che hanno perso oltre ai beni materiali un pezzo della propria vita e dei ricordi”.

La presidente ha spiegato che il riferimento a questi episodi non è stato fatto “per retorica o sentimentalismo”, ma per sottolineare il ruolo che la Costituzione affida alla Corte dei conti. “In queste circostanze emerge plasticamente il ruolo che la Costituzione affida alla Corte dei conti e che deve orientare come una bussola ogni magistrato contabile, ovvero essere sempre il garante della sana gestione finanziaria delle risorse pubbliche e del buon andamento dell’azione amministrativa”.

Il ruolo della Corte dei conti

Secondo Carra, questo compito si esercita sia attraverso le funzioni di controllo sugli atti e sulle gestioni pubbliche sia tramite l’attività giurisdizionale. L’obiettivo, ha spiegato, è “ripristinare le risorse pubbliche depauperate dalle condotte e dai comportamenti soggettivi di chi svolge l’attività di amministrazione e di gestione delle stesse”.

Nel suo intervento la presidente ha anche denunciato il clima di attacchi nei confronti della magistratura. “La magistratura in generale, in tutte le sue articolazioni, subisce quasi quotidianamente pesanti ed inaccettabili attacchi al proprio operato – anche a livello di singoli magistrati – attacchi che non hanno risparmiato in tempi recenti neppure la Corte dei conti”.

Carra ha quindi richiamato il tema della fiducia dei cittadini nella giustizia. “Se nei cittadini si insinua, quotidianamente, il sottile convincimento di non poter confidare in un sistema-giustizia che è presidio e tutela dei diritti dei più deboli si corre il rischio – specialmente in territori intrisi da criminalità organizzata – che ci si rivolga ad altre, ritenute più efficienti compagnie non istituzionali”.

Per questo ha rivolto un appello anche al mondo dell’informazione: “Auspico che la stampa libera ed i social media avvertano con estrema responsabilità il peso dell’ineliminabile servizio di informazione che sono chiamati a svolgere in un paese democratico”.

Le critiche alla riforma sulla responsabilità amministrativa

Nel corso della relazione, Carra ha espresso anche perplessità sulla riforma dell’istituto della responsabilità amministrativa per danno erariale e sulle funzioni della Corte.

“Il vero scopo delle norme appare consistere non già in un effettivo potenziamento delle finalità del controllo preventivo o dell’apporto consultivo della Corte per migliorare la qualità degli atti e impedire che nell’ordinamento vengano immessi provvedimenti non conformi a legge o privi di copertura finanziaria, bensì quello di creare dei cosiddetti ‘lasciapassare’ per l’esonero della responsabilità amministrativa”.

Secondo la presidente, il ridimensionamento della responsabilità amministrativa “sotto tutti i profili, sostanziali ed organizzativi, si appalesa quale ‘fil rouge’ di tutta la riforma”. Inoltre ha osservato che “gli indici sintomatici della ‘colpa grave’ sono di difficile individuazione” e che “si rischia di amplificare gli elementi di incertezza, anziché risolverli”.

L’intervento del procuratore Zingale

Alla cerimonia è intervenuto anche il procuratore regionale della Corte dei conti per la Sicilia Pino Zingale. “Mai come in questo momento di palpabili tensioni istituzionali si avverte la necessità di una magistratura autorevole, qualificata, equilibrata, focalizzata sulla tutela dei diritti, rigorosa ma mai autoreferenziale se pur tesa alla difesa delle proprie prerogative costituzionalmente stabili”, ha affermato.

Zingale ha sottolineato come il rispetto della legge rappresenti la base stessa del ruolo della magistratura. “Non deve sfuggire a chi è chiamato a far rispettare la legge che è proprio dalla legge che derivano le proprie funzioni, i propri poteri e, non disgiunti, i connessi doveri di terzietà e sobrietà”.

Infine ha ricordato la funzione particolare della magistratura contabile: “Ciò vale, a maggior ragione, per la magistratura della Corte dei conti, giudice da sempre proiettato non solo a reprimere l’illecito ma anche a garantire l’attività dei tanti che all’interno della pubblica amministrazione si impegnano con senso del dovere”.


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