PALERMO – Enna, Agrigento e Messina: tre città, tre assetti diversi delle coalizioni di centrosinistra e centrodestra. Tra tensioni, inviti ‘all’unità’, franchi tiratori e ‘colpi bassi’. Ecco i nomi in campo.
Il caso Enna
Poco più di 25 mila abitanti, sebbene sia un capoluogo conta meno residenti di un quartiere catanese o palermitano, ma a queste latitudini l’ex senatore del Pd Mirello Crisafulli ha riscritto le regole di quasi tutti i partiti siciliani.
Il ‘compagno Mirello’, che rivendica con orgoglio la sua militanza nel Pci, ha riunito attorno allo stesso tavolo esponenti di Lega, Dc, M5s, Pd e Sud chiama Nord frantumando il ‘campo progressista’. E c’è anche chi, nel centrodestra, sia pronto a giurare che perfino Raffaele Lombardo abbia un accordo ‘segreto’ con lui. Ma l’ex presidente della Regione smentisce categoricamente. E dal Pd negano ogni “inciucio”.
L’unico interrogativo è quali siano i simboli che l’elettore ennese ritroverà sulla scheda, accanto al cognome Crisafulli: la matassa che devono dipanare i vertici regionali e nazionali di ciascuna formazione non è affatto semplice. Il Pd di Enna ha ufficializzato il sostegno all’ex senatore Dem, ma non è certo che il logo sarà presente sulle schede. Lega e Dc prepareranno insieme una lista civica.
Il M5s ufficialmente non lo sosterrà, come conferma a LiveSicilia Nuccio Di Paola, segretario regionale del partito di Conte. Ma alcuni pentastellati ennesi starebbero lavorando a una civica. Sicuro il sostegno di Cateno De Luca e da Forza Italia arriva la prima smentita, per bocca di Luisa Lantieri, vicepresidente dell’Ars: “Mi hanno accusato di sostenere Crisafulli, invece con Forza Italia abbiamo il nostro candidato Paolo Gargaglione”.
Gargaglione, storico democristiano con una parentesi in Italia Viva, a lungo esponente di Sicilia Futura con Cardinale, era candidato contro Lantieri quando lei militava col Pd. “Adesso – precisa la deputata azzurra – da 7 anni sono in Forza Italia, mi accusano sempre di essere una traditrice, ma non è così, stiamo preparando anche altre due liste a sostegno di Gargaglione”.
Resta l’incognita in Fratelli d’Italia, che dovrebbe presto sciogliere la riserva valutando anche l’opzione Giovanni Contino, architetto ed ex assessore all’Urbanistica del sindaco Maurizio Di Pietro. Contino è sostenuto da Mpa-Grande Sicilia e Noi Moderati. Tra i candidati anche Filippo Fiammetta, funzionario della prefettura con il coordinamento civico “per Enna”.
Non presenteranno liste, salvo sorprese, Controcorrente e Avs.
La città dei Templi ricorda Sala d’Ercole
La città dei Templi rispecchia, nelle dinamiche politiche, gli equilibri di Sala d’Ercole. Da settimane, ufficialmente, circolano due nomi nel centrodestra, ma i ‘franchi tiratori’ e alcuni esponenti di primo piano dei partiti sono al lavoro su alcune possibili alternative.
Il primo nome in circolazione è quello di Daniela Catalano, proposta nei tavoli di centrodestra dal leader della Lega Luca Sammartino e “ufficializzata” da Marcello Caruso, coordinatore regionale di Forza Italia, Fabio Mancuso, di Mpa-Grande Sicilia e Decio Terrana, coordinatore dell’Udc Sicilia.
“L’unità della coalizione di centrodestra – hanno detto Caruso, Mancuso e Terrana – non è solo una scelta politica, ma un valore imprescindibile che rappresenta la forza e il motore propulsivo del Governo regionale guidato da Renato Schifani. Dal 18 marzo scorso, il tavolo di confronto ha lavorato incessantemente per proporre una figura capace di sintetizzare i valori dell’intera coalizione. L’obiettivo resta quello di presentarsi compatti all’imminente appuntamento elettorale, auspicando che tutte le forze del centrodestra possano convergere su una proposta autorevole e condivisa”.
Catalano è una ex coordinatrice di FdI, che avrebbe rinnovato – assicurano i meloniani – la tessera del partito guidato dalla premier. Ma Catalano è anche la nipote del big della sanità Salvatore Iacolino e, nel racconto degli esponenti agrigentini di centrodestra, avrebbe condiviso le simpatie per il Carroccio dello zio. L’aspirante candidata ha anche cercato sinergie tra gli autonomisti, con Roberto Di Mauro, per esempio, pronto a sostenerla.
A differenza dell’Ars, però, ad Agrigento nel centrodestra si gioca a carte scoperte e una parte di Forza Italia rimprovera alla Lega un “atteggiamento predatorio”, per aver fatto “campagna acquisti” tra gli azzurri. Stesso discorso in FdI, dove gli esponenti locali bollano la candidatura di Calano come una “provocazione”.
Agrigento, gli altri nomi in campo
“Forza Italia, MpA e Udc – hanno detto Caruso, Mancuso e Terrana – rinnovano l’invito alle altre forze della coalizione affinché sostengano con convinzione questa candidatura, nell’interesse esclusivo della città di Agrigento. Oppure di avanzare proposte diverse, ma che possano rappresentare realmente, per i contenuti e il percorso la vasta area del centrodestra”.
Sono almeno 4, al momento, “le proposte diverse” che alcuni esponenti dei partiti di centrodestra sussurrano.
Il primo nome è quello di Lillo Firetto, che potrebbe essere sostenuto da Dc e Fratelli d’Italia, ma anche da alcune liste civiche. Piccolo problema, è attualmente un esponente di rilievo dell’opposizione in consiglio comunale.
Ed è a questo punto che, ad Agrigento, circolano altri tre nomi. Potrebbe sparigliare le carte Vittorio Messina, imprenditore con un ruolo di primo piano in Confesercenti Sicilia, presidente nazionale di Assoturismo dal 2017 e componente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.
Altro nome che circola in ambienti di Forza Italia e nel centrodestra è quello di Vincenza Gaziano, presidente dell’ordine degli avvocati. E infine si ipotizza la candidatura di Teresa Nobile, la più votata alle ultime amministrative in quota Mpa, sorella di Franco Nobile, apprezzato imprenditore agrigentino.
Nel campo largo, Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del M5s, conferma la “convergenza completa” con Avs, M5s, Controcorrente e Pd su Michele Sodano, ex deputato pentastellato.
Ma nel partito di Giuseppe Conte restano i malumori, perché gli attivisti dovrebbero sostenere un “ex” collega. Di Paola getta acqua sul fuoco e annuncia la possibilità di una lista “con i civici progressisti per dare un apporto alla coalizione”.
Altro candidato sindaco è Giuseppe Di Rosa, battagliero un tempo vicino a Ismaele La Vardera, che corre fuori da Controcorrente.
Messina, le coalizioni sono delineate
Centrodestra compatto attorno a Marcello Scurria, legato alla sottosegretaria azzurra Matilde Siracusano. Centrosinistra al completo a sostegno di Antonella Russo e un terzo incomodo, rispetto agli schieramenti tradizionali: il sindaco dimissionario Federico Basile, braccio destro di Cateno De Luca. In campo anche Gaetano Sciacca, ingegnere già capo del genio civile, con una formazione civica e Lillo Valvieri, barbiere. Le liste dei candidati al consiglio comunale sono quasi pronte, l’esito, però, non è affatto scontato.

