PALERMO – Era un detrito spaziale, e non un bolide di origine naturale, il corpo luminoso che alle 05:43 di questa mattina 13 aprile 2026 ha solcato i cieli di Sicilia e Campania da sud verso nord. Lo rendono noto gli esperti di Prisma, la Prima Rete Italiana per lo Studio delle Meteore e dell’Atmosfera dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). In foto un frame del video diffuso dal deputato Francesco Emilio Borrelli su facebook.
Il mistero sui cieli siciliani
“Dopo aver effettuato le dovute verifiche, possiamo affermare che non si è trattato di un bolide di origine naturale”, dicono gli esperti. “L’oggetto avvistato è infatti un detrito spaziale, con ogni probabilità i resti del razzo ZK-2 R/B, il cui rientro era stato previsto per il 13 aprile”.
L’origine artificiale del corpo sarebbe confermata dalla velocità del suo ingresso in atmosfera (circa 8 chilometri al secondo), inferiore rispetto a quella dei meteoroidi (oltre i 12 chilometri al secondo), e anche dalla durata dell’evento, superiore al minuto e compatibile con una traiettoria radente.
Cos’era quella scia di luce
“Per queste ragioni – dicono gli esperti di Prisma – sebbene l’oggetto non sia stato rilevato dal sistema automatico di triggering delle nostre camere all-sky, siamo in grado di fornire delle immagini grazie alle camere Prisma dell’Inaf-Osservatorio Astrofisico di Catania, situate sull’isola di Stromboli e a Serra La Nave sul monte Etna”.

