L'attentato allo Zen di Palermo e il legame con Sicily By Car

La Panda rubata, l’attentato allo Zen e il legame con Sicily By Car

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Il distributore di benzina incendiato lo scorso marzo

PALERMO – Non è stato uno dei tanti furti commessi nella città di Palermo. La Fiat Panda, tra i modelli più ricercati dai ladri, serviva per uno scopo ben preciso.

Samuel D’Acquisto e Salvatore Modica, tra gli arrestati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, sono accusati di avere rubato la macchina nel parcheggio del centro commerciale Conca d’Oro. Il furto è avvenuto il 12 marzo 2026. Sedici giorni dopo l’auto è stata utilizzata per dare fuoco a un distributore di benzina in via Lanza di Scalea.

Qualcuno ancora da identificare l’ha parcheggiata nel tunnel dell’autolavaggio e ha appiccato le fiamme. C’è un dettaglio che non si può trascurare. Si tratta dell’autolavaggio a cui si affida la Sicily by Car, bersaglio degli attentati più gravi degli ultimi mesi. Ciò conferma che la società di autonoleggio è stata bersaglio di un’azione mirata su cui sono in corso ulteriori approfondimenti.

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Gli autori materiali dell’attentato non hanno ancora un volto. È andata diversamente per Modica e D’Acquisto. Anche loro, come gli altri arrestati, vivono allo Zen 2. Le telecamere del parcheggio li hanno filmati mentre arrivavano al Conca d’Oro in scooter e armeggiavano nella Panda.

I poliziotti del Commissariato San Lorenzo hanno ricostruito i loro spostamenti, adesso bisogna capire chi ha dato l’ordine di rubare la macchina, scoprire chi ha appiccato le fiamme e perché ha scelto di danneggiare non un distributore tra i tanti della città, ma uno che ha dei collegamenti lavorativi con Sicily by Car. Il bersaglio, ancora una volta, era la società di Tommaso Dragotto?


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