Morto il cardinale Ruini, per 20 anni ha guidato la Chiesa italiana

È morto a 95 anni il cardinale Camillo Ruini

Morto cardinale Ruini
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Fu presidente della Cei e figura centrale nel dialogo tra Chiesa, politica e società.
IL LUTTO
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Per oltre due decenni è stato una delle figure più influenti della Chiesa italiana, protagonista delle principali scelte ecclesiali e interlocutore privilegiato della politica nazionale. Il cardinale Camillo Ruini è morto all’età di 95 anni, lasciando un’eredità che ha segnato profondamente il rapporto tra la Chiesa e la società italiana.

Negli ultimi mesi le sue condizioni di salute si erano progressivamente aggravate. Dopo un ricovero avvenuto lo scorso settembre per problemi renali, il cardinale aveva mostrato segnali di ripresa. Il peggioramento definitivo era arrivato il 21 maggio, quando aveva scelto di restare nella propria abitazione assistito da medici e infermieri, con il supporto dell’ossigenoterapia.

Una delle personalità più influenti della Chiesa italiana

Originario di Sassuolo, dove era nato il 19 febbraio 1931, Camillo Ruini aveva appena compiuto 95 anni. Per anni è stato considerato uno degli uomini più potenti della Chiesa cattolica in Italia, ricoprendo incarichi di primo piano sia nella diocesi di Roma sia all’interno della Conferenza Episcopale Italiana.

Dal 1991 al 2008 è stato cardinale vicario della diocesi di Roma e arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano. Nello stesso periodo ha guidato la Conferenza Episcopale Italiana, diventando una delle voci più autorevoli dell’episcopato nazionale.

Il cordoglio della Diocesi di Roma

La Diocesi di Roma ha ricordato il cardinale con una nota ufficiale, sottolineando il ruolo che ha avuto nel rafforzare il dialogo tra istituzioni civili e mondo ecclesiale.

“La sua guida ha lasciato un segno profondo della sua intelligenza nell’interpretare la presenza dei cristiani nella città, unendovi la responsabilità di Presidente della Conferenza episcopale della Chiesa italiana”, si legge nel messaggio di cordoglio.

La diocesi ha inoltre evidenziato la sua capacità di leggere i cambiamenti della società italiana. “Acuto nel discernere le svolte del Paese, ha considerato fondamentale guidare le transizioni culturali con la fierezza cattolica di essere depositari di un patrimonio di valori da non nascondere, ma da custodire e difendere, adempiendo il suo motto episcopale Veritas liberabit nos”.

Chi era il cardinale Ruini morto a 95 anni

Ruini è stato per lungo tempo il punto di riferimento dell’episcopato più conservatore. Le sue posizioni sui cosiddetti valori non negoziabili hanno caratterizzato gran parte del dibattito pubblico italiano degli ultimi decenni. Tra i temi sui quali si è espresso con maggiore fermezza figurano aborto ed eutanasia.

Fu vicino a San Giovanni Paolo II e successivamente a Papa Benedetto XVI, con il quale condivise una visione culturale e pastorale della Chiesa.

Nel corso degli anni è stato spesso indicato come una figura capace di esercitare una significativa influenza anche sul piano politico. Nota, in particolare, la sua vicinanza all’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Gli incarichi e l’ultimo giudizio su Giorgia Meloni

Nel corso della sua lunga carriera ecclesiastica ha ricoperto numerosi incarichi di prestigio. Tra questi la presidenza della commissione internazionale d’inchiesta su Međugorje, la guida del progetto culturale della Chiesa italiana e, tra il 2010 e il 2015, la presidenza del comitato scientifico della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI.

Negli ultimi anni aveva mantenuto una presenza discreta ma autorevole nel dibattito pubblico. Di recente aveva avuto un cordiale scambio con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante una celebrazione dedicata a Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera in occasione del suo 95esimo compleanno aveva espresso un giudizio favorevole sull’attuale premier: “Su Giorgia Meloni il giudizio è decisamente positivo sotto entrambi gli aspetti, sia politico sia personale”.
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