Emergenza idrica a Lipari: chiesta l'applicazione della Costituzione

Lipari, è emergenza idrica: i cittadini chiedono risposte

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Formalizzata la richiesta di intervento urgente alle massime autorità nazionali e regionali
DISSERVIZI
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LIPARI (MESSINA) – Lipari non riesce a uscire dalla gravissima crisi idrica che sta minacciando la salute pubblica, la dignità dei residenti e il comparto turistico-ricettivo, motore economico dell’isola.

I rubinetti a secco non sono più un disagio sporadico, ma una costante che impone pesanti interruzioni nell’erogazione dell’acqua potabile, intaccando le norme igieniche e le normali attività domestiche. Ci sono frazioni, come Pirrera, dove l’acqua diretta è stata distribuita una sola volta nell’ultimo mese.

Disservizi dal dissalatore

Alla radice dell’emergenza vi sono le prestazioni del dissalatore isolano: dall’1 gennaio 2026 a oggi, i quantitativi erogati sono inferiori di circa 70.000 metri cubi rispetto agli anni passati. Per fronteggiare la carenza, il sindaco Riccardo Gullo ha richiesto con urgenza al Dipartimento dell’Acqua della Regione l’invio straordinario di navi cisterna, ma le risposte risultano ad oggi del tutto insufficienti a colmare il vuoto.

Di fronte allo stallo istituzionale, la protesta si sposta sul piano del diritto costituzionale. A nome della comunità, il commercialista ed ex amministratore locale Giuseppe Subba ha formalizzato una richiesta di intervento urgente alle massime autorità nazionali e regionali, invocando la Legge Costituzionale n. 2 del 7 novembre 2022, che impone la rimozione degli svantaggi derivanti dall’insularità.

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La crisi idrica viene così configurata come un gravissimo “svantaggio” strutturale che Stato e Regione hanno l’obbligo di sanare.

Il Comune di Lipari va avanti sui dissalatori, nonostante le proteste

Nonostante le forti proteste di cittadini, comitati civici, associazioni e organizzazioni ambientaliste — tra le quali spicca Italia Nostra — il Comune di Lipari tira dritto sul progetto per la realizzazione dei nuovi dissalatori. Oggi l’Ente ha notificato, ufficialmente, tramite posta elettronica certificata ai proprietari dei terreni interessati, l’immissione in possesso d’urgenza delle particelle catastali individuate per l’impianto di Filicudi. Secondo quanto si apprende, nelle prossime ore un’analoga notifica dovrebbe essere recapitata anche ai proprietari delle aree individuate per le strutture previste a Panarea e ad Alicudi. A questo punto sembra sempre più probabile, considerando i tempi ristretti per non perdere i fondi del Pnrr, che nel fine settimana, al massimo lunedì, potrebbe essere sancito l’inizio dei lavori. L’avvio delle notifiche ai proprietari terrieri di Filicudi sta tuttavia alimentando un profondo malcontento tra la popolazione locale.

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