Palermo, al concerto di Radio Italia musica e inciviltà tollerata

Palermo di musica e della solita inciviltà tollerata

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Lo "spettacolo" nello spettacolo del concertone

PALERMO – Bibitari con pozzetti frigo pieni di ghiaccio, venditori abusivi di panini, birra e stigghiole in ristorantini con posti a sedere approntati su strada, parcheggiatori che “vendono” i posti sui marciapiedi, vigili urbani che fanno transitare ragazzi senza casco oltre le transenne che delimitano la strada chiusa (gli staranno simpatici e si fidano del loro sguardo quando dicono “siamo residenti’), addetti della sicurezza privata che fanno entrare le famigliole di amici nei varchi destinati all’uscita della folla (così dicono a tutti gli altri comuni mortali in piazza Kalsa).

Cosa è accaduto al concerto di Radio Italia

Il tutto sotto lo sguardo volutamente distratto dei poliziotti che fanno finta di non vedere. È molto più comodo così in una serata di lavoro e fatica. Si girano dall’altra parte e alzano pure la voce (“Io non le devo spiegazioni”) di fronte al giornalista che, assistendo alla scena, si qualifica e chiede chiarimenti su quanto stia accadendo, visto che poco prima lo stesso possente steward era stato inflessibile con due ragazzine minute.

La scena ai varchi del concerto di Palermo

L’unico cortese ed energico è un commissario che, chiamato a intervenire e a ricordare gli ordini, si vede rifilare, a cose fatte, una balla che più balla non si può. “Sono addetti al facchinaggio”. Ma come? Padre, madre e figlioletto facchini? Dimentica che poco prima aveva tirato fuori la scusa di un fantomatico “tavolo prenotato” alle 23:30 in un locale del Foro Italico dopo avere baciato affettuosamente i “raccomandati all’ingresso”. E dire che il concerto era pure gratuito. Con la pettorina gialla dalla security sfoggia con fierezza la sua indole da ‘mammasantissima’.

Insomma, poco lontano dal palco di Radio Italia con le star della musica è andato in scena lo spettacolo di sempre in una Palermo che resta fedele a sé stessa. C’è una tacita volontà di tolleranza, la stessa che si registra quotidianamente in città anche senza eventi. Perché avrebbe dovuto essere diverso nella notte della musica? Dettagli, si dirà, in un contesto di innegabile efficienza organizzativa. Amen.


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