Scontro aperto Mpa-Lega in Sicilia sul terzo mandato ai sindaci

Il terzo mandato e la guerra fratricida nel centrodestra tra Mpa e Lega

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Guerra aperta sul caso Serradifalco
LO SCONTRO
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4 min di lettura

PALERMO – La contrapposizione tra Lega e Mpa nel centrodestra siciliano va ormai oltre la mera rivalità politica. Tra leghisti e autonomisti è guerra aperta su tutto: ultimo pomo della discordia l’ormai noto ‘caso Serradifalco’, con la rielezione per il terzo mandato consecutivo del sindaco Leonardo Burgio nonostante la legge regionale preveda un massimo di due elezioni di fila per i comuni sopra i cinquemila abitanti.

La guerra tra Mpa e Lega sul ‘caso Serradifalco’

L’Assessorato regionale delle Autonomie locali, guidato dall’autonomista Elisa Ingala, ha già formalizzato la proposta di rimozione “che va firmata senza esitazione”, ha precisato una nota con la quale il Mpa si è rivolto direttamente al presidente della Regione Renato Schifani. Una nota durissima quella del partito di Raffaele Lombardo. “Non si può consentire che un singolo amministratore, per quanto sorretto dal consenso elettorale, realizzi per via di fatto ciò che il legislatore regionale ha più volte negato per via di diritto”, si legge.

L’attacco del Mpa su Burgio

Il riferimento è al doppio tentativo, stoppato in entrambi i casi da Sala d’Ercole, di introdurre il terzo mandato per i sindaci siciliani. “La sovranità dell’Assemblea legislativa siciliana in materia di ordinamento degli enti locali non può essere svuotata da atti unilaterali di disobbedienza civile, per quanto dichiarati”, è la posizione del Mpa.

La replica della Lega sul caso del sindaco di Serradifalco

Oggi la replica della Lega, con toni altrettanto perentori. Il partito di Matteo Salvini evidenzia il suo “sdegno” per l’appello rivolto dagli alleati a Schifani. “Quel comunicato è una presa in giro nei confronti dei tanti sindaci che hanno dovuto rinunciare al terzo mandato dopo che l’Assemblea regionale siciliana ha bocciato per due volte la relativa riforma”, sostiene la Lega che difende Burgio (segretario provinciale del Carroccio a Caltanissetta). Contro la rielezione del sindaco di Serradifalco si erano espressi anche Pd e M5s.

Sindaci ed ex sindaci per il terzo mandato

La Lega porta a sostegno delle sue tesi la firma di 18 tra sindaci ed ex sindaci, tra cui anche alcuni nomi non provenienti dal centrodestra. Tutti esprimono solidarietà al sindaco di Serradifalco, sostenendo che “la vicenda riguarda il diritto dei cittadini di scegliere i propri amministratori e il diritto all’elettorato passivo”.

Leonardo Burgio
Leonardo Burgio, sindaco di Serradifalco

Lo scontro sul ‘caso Serradifalco’

La vicenda Serradifalco ruota attorno all’interpretazione di una sentenza della Corte costituzionale di quest’anno, sulla quale ha fatto leva il sindaco Burgio. Per il Mpa “nessun giudice ha mai riferito quel pronunciamento alla disciplina siciliana” e Burgio avrebbe compiuto “una forzatura”. Per la Lega, invece, il sindaco di Serradifalco “ha aperto una questione giuridica che deve essere risolta nelle sedi competenti” e “non attraverso iniziative amministrative” come quella portata avanti da Ingala.

“Burgio – sottolineano i firmatari del documento – ha presentato la candidatura nel rispetto delle procedure previste dalla legge e senza contestazioni da parte degli organi competenti”. Gli amministratori locali poi rivolgono a loro volta un appello a Schifani “affinché venga approvata una riforma che elimini le attuali ambiguità sul terzo mandato e garantisca ai cittadini siciliani gli stessi diritti riconosciuti nel resto d’Italia”.

Una vicenda destinata a scavare un solco ancora più profondo tra le due anime del centrodestra che sostiene Schifani a Palazzo d’Orleans. Una faida che affonda le radici nel dualismo tra Lombardo e Luca Sammartino, vice presidente della Regione e deus ex machina della Lega in Sicilia.

La posizione dell’Anci

Nello scontro si inserisce però anche l’Anci, che pur mantenendo le distanze dalla disputa politica sembra propendere dalla parte di Burgio. “La candidatura non risulta essere stata contestata nel corso del procedimento elettorale, né prima dello svolgimento delle elezioni, né durante le operazioni di ammissione delle liste – osservano il presidente Paolo Amenta e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano -, circostanza che ha inevitabilmente contribuito a determinare l’attuale situazione”.

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L’associazione però precisa di non volere entrare nel merito delle questioni giuridiche connesse al caso, “che troveranno necessariamente definizione nelle sedi giurisdizionali competenti”. Il nodo politico, invece, resta: la guerra totale tra Lega e Mpa, due partiti che ad un certo punto della storia politica regionale avevano anche firmato un’alleanza in chiave Europee. Uno scontro che ha già avuto ricadute sulla stabilità dei numeri del governo all’Ars e che influirà anche nel processo decisionale per la scelta del prossimo candidato del centrodestra alla Regione.

*Aggiornamento ore 20:54
“Sono un sindaco in carica: quando verrà il giorno, tornerò alla mia casa e al mio lavoro, come la legge impone e come tanti colleghi hanno fatto prima di me, senza clamore. Parlo in nome di chi il limite dei mandati lo ha rispettato e dei siciliani che credono nella legge e nello Statuto”. Lo dice in una nota Giuseppe Carta, sindaco di Melilli (Siracusa) e presidente della commissione Ambiente dell’Ars. “Alla lettera di alcuni colleghi rispondo perciò senza acrimonia e con serietà”, continua aggiungendo poi: “Le regole, in democrazia, si cambiano insieme, nelle aule; non si violano da soli, nei municipi. La legge è uguale per tutti, o non è”.


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