PALERMO – Il caso è scoppiato in piena estate e riguarda un dipartimento strategico della Regione Siciliana, il Bilancio. Sono gli uffici chiamati ad accelerare il lavoro in vista di settembre. Per quel mese, infatti, bisognerà mettere mano al Rendiconto 2025 e così bisognerà correre. I circa 350 dipendenti del dipartimento di via Notarbartolo, molti dei quali dovranno lavorare al riaccertamento dei residui per avere un quadro certo di crediti e debiti, sono però rimasti fuori dal pagamento del Ford (Fondo risorse decentrate) 2025.
Che cos’è Il Fondo risorse decentrate
Si tratta di una somma destinata al trattamento economico accessorio del personale del comparto non dirigenziale della Regione, tra cui anche i funzionari. All’interno ci sono anche i premi collegati alla performance organizzativa e individuale e diverse indennità. Cifre che consentono di armonizzare il trattamento accessorio dei dipendenti regionali con quello delle amministrazioni centrali, riducendo un gap economico che spesso spinge molti vincitori di concorso a scegliere altre realtà pubbliche economicamente più vantaggiose.
L’accordo sindacale in dubbio
Il Ford, che per quest’anno può arrivare anche fino a 1.500 euro netti per lavoratore e che è stato rimpinguato con ulteriori dieci milioni di euro dal governo regionale, viene distribuito sulla base di una contrattazione collettiva decentrata ed è qui che è sorto il problema al dipartimento Bilancio. I sindacati firmatari dell’intesa per il 2025, infatti, non avrebbero raggiunto la soglia minima di rappresentatività, pari al 50%+1, necessaria per considerare valido l’accordo.
La richiesta di parere all’Aran
L’allarme era stato lanciato il 10 agosto in una lettera partita dal dipartimento Funzione pubblica e giunta agli uffici del Bilancio e della Ragioneria generale. Il problema, ora, viene confermato da una missiva successiva, a firma della ragioniera generale Gloria Giglio. La dirigente ha chiesto un parere all’Aran Sicilia sulla validità del Contratto integrativo decentrato firmato dai sindacati il 24 luglio e ora in dubbio.

L’intesa fu siglata da Cisl Fp, Uil Fpl, Ugl Fp e Siad-Csa, non dal Cobas/Codir. A conti fatti, le sigle firmatarie raggiungerebbero una percentuale di rappresentatività sindacale inferiore a quella prevista dalla legge. Da qui l’interrogativo posto da Giglio, che chiede all’Aran se il Contratto integrativo decentrato per il 2025 possa ritenersi valido.
La possibile via d’uscita
Una via d’uscita, però, sembra esserci. Alcune indicazioni dell’Aran risalenti al 2020, infatti, segnalano che per la sottoscrizione del contratto integrativo “vale il principio generale del raggiungimento del maggior consenso possibile, la cui valutazione rientra nella discrezionalità dell’amministrazione”. Questo “in relazione sia la grado della rappresentatività locale delle sigle ammesse alle trattative, sia del fatto che acconsentano alla stipula dell’accordo il maggior numero possibile” di queste.
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Sindacati in fibrillazione
Tra i sindacati, intanto, è già scattato l’allarme. Il rischio è che ci possa essere un ritardo o, peggio, un mancato pagamento del Ford al personale del dipartimento Bilancio, messo sotto pressione anche in pieno agosto per l’attuazione dell’iter che in autunno dovrà portare al Rendiconto 2025. I dipendenti di via Notarbartolo, ad oggi, sono gli unici Regionali a non avere ancora percepito il premio relativo al 2025.
L’intervento della Cisl Fp Sicilia
In serata, dopo la pubblicazione della notizia da parte del nostro quotidiano, si registra la presa di posizione della Cisl Fp Sicilia che invita la Regione a trovare una soluzione senza attendere l’Aran.



