PALERMO – “La morte della bambina di quattro anni, a Palermo, era assolutamente evitabile laddove fosse stata regolarmente vaccinata con il vaccino esavalente sicuro ed efficace come da vigente Calendario nazionale vaccinale. Questo grave evento sentinella riconferma che l’adesione alle vaccinazioni non è più un comportamento acquisito ma richiede un impegno forte e costante di contrasto all’esitazione e rifiuto vaccinale da parte di tutte le componenti del Ssn e del Sistema sanitario nazionale”. Lo dice Gianfranco Finzi, presidente nazionale dell’Associazione nazionale medici delle direzioni ospedaliere.
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“Non è accettabile, come si apprende da notizie della stampa, che dopo questa tragica morte sia aumentata la richiesta di vaccinazioni proprio nelle comunità di quartieri palermitani con significative percentuali di rifiuto delle vaccinazioni dell’infanzia, comunità che richiedono a maggior ragione la presenza di presidi vaccinali in prossimità”.
“Il mantenimento delle adesioni vaccinali per garantire l’immunità di gregge – prosegue il medico – non può essere trainato da eventi come la morte della bambina palermitana, ma da una diffusa e convinta accettazione della vaccinazione come indispensabile strumento di prevenzione da parte delle persone facenti parte delle comunità. Si sottolinea inoltre che i due ospedali Palermitani di riferimento territoriale (il primo) e per competenze specialistiche (malattie infettive pediatriche il secondo) hanno svolto un ruolo fondamentale nella presa in carico della bambina, come dichiarato dal direttore sanitario, mentre il medico pediatra di libera scelta ha indicato un’area di esitazione e rifiuto delle vaccinazioni nel quartiere ambito del proprio servizio e dove si è manifestato il caso”.




