"Faraone specialista in attacchi interni", Miceli difende La Vardera

“Basta liti, Faraone attacca La Vardera per colpire Progetto civico”

Carmelo Miceli
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Parla il coordinatore regionale del movimento di Alessandro Onorato

PALERMO – “Davide (Faraone, ndr) dice a La Vardera di darsi una calmata, mi fa sorridere…”. Carmelo Miceli, coordinatore regionale di Progetto civico Italia, non ha mandato giù la reprimenda del deputato di Italia viva all’indirizzo del leader di Controcorrente che ora è anche presidente del movimento fondato da Alessandro Onorato.

Sorriso ironico il suo…ci spieghi meglio.
“Mi verrebbe da dire ‘da che pulpito…’. Davide storicamente deve la sua fortuna alle bordate che negli anni ha lanciato contro il centrosinistra. C’è un elenco interminabile, penso a Rosy Bindi o ad Anna Finocchiaro. Non c’è un leader di centrosinistra che lui non abbia criticato. Mi fa sorridere che lui non comprenda che si tratti di una dialettica normale”.

Strano sentirle dire certe cose, lei era uno dei renziani in Sicilia.
“Infatti sorrido proprio per questo. Perché ricordo i blitz di Davide a Enna da Crisafulli, gli attacchi a Crocetta. Davide era un cavallo di razza dell’attacco interno. Ora evidentemente è nell’età adulta…ma da Davide mi aspetto piuttosto dei consigli e non attacchi. A meno che…”.

Cosa?
“A meno che non stia colpendo Ismaele per altre ragioni. È in corso una partita per la quarta gamba del campo largo e Davide non si rassegna all’idea che Progetto civico non voglia stare sotto l’ala di nessuno. La presenza di Ismaele all’interno del campo largo in maniera solida è un dato nazionale perché è presidente di un partito nazionale”.

Secondo lei, quindi, dietro a prese di posizione come quella di Faraone c’è la volontà di danneggiare Progetto civico?
“È evidente, non passa giorno senza un diretto a Ismaele, cioè al presidente di Progetto civico. Mi sembra evidente che le due cose siano coordinate. Sul caso Agrigento prima è intervenuto Bonifazi, poi Garozzo da Siracusa, Davide e infine Renzi in prima persona criticando la presenza di Ingroia nelle liste di Controcorrente. È evidente che c’è un tema ed è questa benedetta quarta gamba: noi saremmo anche ‘scellerati’ ma abbiamo l’ardire di voler rappresentare qualcosa di nuovo”.

Quindi come uscirete da questa spirale polemica?
“A Davide dico: smetta di fomentare divisioni. Invito tutti ad una maggiore serenità”.

Eppure questo campo largo, se lo si guarda da vicino, sembra meno litigioso rispetto alla lente dei social. Anche il co-portavoce di Avs, Pierpaolo Montalto, invita tutti a deporre le armi.
“Condivido l’impostazione di Montalto. Sono certo che siamo davanti a normali scaramucce dentro un campo ‘animato’ che, per una volta, vede anche la possibilità di vincere la partita”.

A Troina, per la Festa dell’Unità, ci sono state punture di spillo tra La Vardera, Di Paola e Venezia ma senza livore.
“È così, voglio lanciare anche un messaggio al centrodestra che spera nelle nostre divisioni. Non c’è un clima da divisioni, anzi stiamo portando a termine la fase di ascolto dei territori e poi passeremo alla definizione del programma. È chiaro che ciascuno gioca la sua partita e lo fa a modo suo e con il suo stile”.

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In Sicilia saranno primarie o c’è la possibilità di un accordo tra i partiti del campo largo?
“Non vedo le due cose in alternativa. Non sono tra coloro che pensano che le primarie siano meno coinvolgenti o meno fonte di garanzia rispetto all’accordo unitario. Se si stabiliscono delle regole democratiche che garantiscono la partecipazione, se si stabilisce prima un programma e se si dà il diritto a chi ha rappresentanza vera di potersi differenziare dentro un contesto di civile convivenza, ben vengano le primarie. Più riusciamo a coinvolgere la gente e il territorio e dal basso e meglio è. Nelle ultime tre tornate elettorali meno del 20% degli aventi diritto ha determinato il nuovo presidente della Regione. Se c’è qualcuno che ha la capacità di potere riportare al voto e coinvolgere il popolo, ben venga. Le primarie potrebbero essere lo strumento ideale”.

Per Progetto civico Italia sono ore convulse: state mettendo in campo una protesta forte contro la riforma elettorale.
“Siamo al Senato per protestare contro una legge che consideriamo ‘salva-casta’. Il centrodestra vuole impedire la partecipazione popolare. Le novità introdotte prevedono la raccolta di quasi 400mila firme per una nuova formazione politica che intenda presentarsi alle elezioni. Tutto questo è scandaloso. Si vuole garantire chi è già in Parlamento e penalizzare gli altri. FdI la prima volta raccolse appena 40mila firme”.


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