‘Scateno’ è tornato, o forse non era mai andato via, con la sua dirompenza, nei panni del ‘guastafeste’, con un obiettivo politico (già raggiunto). Quale? Fare parlare di sè, perfino in contumacia. Cateno De Luca – chi altri? – non ha il potere di vincere le elezioni da solo, però potrebbe benissimo portare alla deriva le elezioni altrui. Ecco il traguardo: accreditarsi come presenza necessaria. Lo è, non lo è? Intanto lo sembra. Uno a zero per lui.

Le liti nel campo largo
Prendiamo il campo largo, su cui stiamo scrivendo pagine su pagine? ‘Scateno’ ne inquieta i sogni di gloria, anche nell’assenza. C’è chi lo vorrebbe includere e chi lo vede con la simpatia che sarebbe riservata alla dieta nel giorno di Santa Lucia (i palermitani sanno).
Sulla sua figura inafferrabile da convitato di pietra il centrosinistra rumoreggia. Qualcuno ha forse sentito il caratteristico profumo dei popcorn dalle parti di Taormina, con annesso sgranocchiare?
Cateno-‘Scateno’, intanto che gli altri litigano, punteggia i social. Imperdibili le esternazioni sulle ‘sedute spiritiche’, ovvero i colloqui più o meno carsici: “Andiamo avanti perché in Sicilia scriveremo una bella e rivoluzionaria pagina di storia politica. Buona parte del campo largo siciliano ne è consapevole e vuole scriverla con me!”.
Oppure: “Alcuni autorevoli esponenti del centrosinistra romano hanno voluto organizzare una cena in notturna per farmi una proposta oscena…”. Segue sulla pagina, con, a tutto campo, un ritratto fotografico di fronte corrugata e sguardo guardingo-alleprato

Il selfie con i due presidenti
Più immanente in termini politici, in vista di una possibile sintesi, egli – cioè ‘Scateno’ – irrompe nei selfie casuali del centrodestra. Eppure, le bordate non sono mancate. Ed eccolo in un trio aeroportuale con i due presidenti (della Regione, Renato Schifani, dell’Ars, Gaetano Galvagno).
“Una foto – abbiamo scritto – che conferma il disgelo nei rapporti tra il presidente della Regione Siciliana, che a sua volta ha ‘repostato’ lo scatto sui propri canali social, e De Luca. I due si erano incontrati anche alcuni giorni fa ad un convegno a Taormina”. Sembrano distanti le polemiche con l’inquilino di Palazzo d’Orleans, con il consueto linguaggio colorito.

Il gioco di ‘Scateno’
In una intervista con Livesicilia, ‘Scateno’ disse: “Sono il centrodestra e il centrosinistra che hanno bisogno di me, di noi di Sud Chiama Nord, se vogliono vincere. I sondaggi sono chiari. Chi si avvicina a noi vincerà le elezioni regionali, non mi devo mica spostare io”.
La fine e il principio, con relativa modestia. Infatti, uno che mastica politica (e popcorn) da decenni – Mirello Crisafulli – ha inscritto la sua lapidaria sentenza: “De Luca è l’unico che può portare voti che non sono del centrosinistra, e se spostiamo voti che non sono del centrosinistra facciamo una somma tale da metterci in condizione di vincere”.
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Finora, il gioco è andato discretamente, nell’alternanza di umori e coalizioni. ‘Scateno il guastafeste’ lascia il segno ovunque, soprattutto quando non c’è. Una furbizia strategica a cui non manca sostanza. Però è vero che Leonardo Sciascia ammoniva, riportando una citazione: “Si può essere più furbo di un altro, ma non più furbo di tutti gli altri”.
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