“Stanotte ho avuto l’ennesima seduta spiritica. Non posso dire i nomi…”.
Mamma mia che paura! Solo che l’onorevole Cateno De Luca, come sempre, parla da politico. ‘Seduta spiritica’, sì, ma non con il tavolino. Trattasi di confronto politicamente ristretto. Con chi? Basta leggere l’intervista consumata, con caffè e dolcino alla ricotta, al bar sotto la redazione a un ritmo supersonico, e si arguisce. Ormai ‘Scateno’, invece, non basta più, dati i tempi forsennati. Forse, bisognerebbe azzardare ‘Speedy Cateno’.
Ora ci arriviamo, onorevole De Luca. Ma lei, in questo momento, si sente più vicino al centrodestra o al centrosinistra?
“Il tema non è questo. Sono il centrodestra e il centrosinistra che hanno bisogno di me, di noi di Sud Chiama Nord, se vogliono vincere. I sondaggi sono chiari. Chi si avvicina a noi vincerà le elezioni regionali, non mi devo mica spostare io”.
Voi che farete?
“Lanceremo la sfida sul programma, sempre di più, andando avanti con la strategia del governo di liberazione. Purtroppo, Schifani ha fatto di testa sua. C’erano le nostre proposte per garantire una marcia in più. Ma lui è prigioniero”.
Di chi sarebbe prigioniero, il presidente della Regione?
“Del suo cerchio magico che gli impedisce di volare alto. Altrimenti, se fosse tutto diverso, non prenderesti Caruso, cioè Schifani stesso, per l’assessorato alla Sanità. Niente di personale con Caruso…”.
In una intervista con il nostro giornale il presidente Schifani ha detto che non è stata una sua scelta, ma di Forza Italia.
“Sì, come no. Come Nuccia Albano ripescata in giunta. Allora perché era stata mandata via? Che cosa è cambiato? Abbiamo un assessore alla Sanità, sempre Marcello Caruso, che va in giro a fare campagna elettorale contro certi candidati del centrodestra”.
La sua è un’accusa forte, non trova? Può dimostrarla?
“Me ne assumo la responsabilità. Succede a Mussomeli e sa perché? Perché quei candidati non sono nella cordata sostenuta da Totò Cardinale. Schifani è legato a questi meccanismi deteriori”.
Ampia facoltà di replica agli interessati. Parliamo di sanità?
“C’è da parlare per ore. Non è una critica personale a Massimo Russo, ma dopo tanti anni è chiaro che la sua riforma non ha funzionato, se questi sono i risultati. Qualcuno si è posto il problema?. Gli scandali dimostrano che la sanità è uno dei settori dove la politica trasforma la macchina amministrativa in consenso e in malaffare”.
Come si risolve, secondo lei?
“C’è un problema di nomina dei manager, innanzitutto. Si intervenga su questo, sottraendo la salute dei siciliani alla politica. E’ necessario lavorare sulla prossimità. Non a caso, nel mio governo di liberazione, ho indicato come assessore Renato Costa che ha lavorato benissimo da commissario Covid e che insiste molto su un punto, trovandomi concorde: abbiamo perso l’occasione di riformare il sistema”.
Tanti siciliani hanno difficoltà a curarsi, da anni, ormai.
“Lo so. Con il pubblico che non sa fare il suo mestiere e il privato che regge solo se c’è dietro un grande gruppo, altrimenti arranca. Mi domando se non ci siano, anche lì, interessate discriminazioni”.
Andiamo al centrosinistra?
“Pure lì, c’è chi vuole governare e dunque ha bisogno di noi. C’è chi vuole vivacchiare con le battaglie dell’opposizione, senza prendersi responsabilità, perché è più semplice così”.
A chi si riferisce?
“Ai miei amici di Avs che mi vedono come la peste e al mio figlioccio, Ismaele La Vardera, che, di recente, polemizza molto. Polemizza perché ha capito che non ha dove andare”.
La Vardera non gradisce il termine ‘figlioccio’, da lei già usato.
“Come diciamo noi: du patrozzo non pigghiau manco un caddozzo... Ismaele non ha la competenza, né l’esperienza necessaria per forzare certi meccanismi. Si specchia nei like, credendo di ricattare politicamente il centrosinistra Specchio, specchio delle mie brame… L’avevo già messo in guardia dall’’effetto rinculo’”.
Anche in questo caso, ampia facoltà di replica. Torniamo alla seduta spiritica, sempre politicamente intesa.
“Io l’ho detto al centrodestra e sono stato chiarissimo. Staccate la spina al fallimentare governo Schifani e potremo discutere, altrimenti no. Che questo governo sia pessimo lo sostengono loro stessi, impallinandolo continuamente all’Ars col voto segreto. Ma se non si comincia da questo, non si va da nessuna parte. E perderanno. Altrimenti, navighino in mare aperto, votando il prima possibile”.
Lei contribuirebbe a farli perdere?
“La mia risposta dipende da loro, non come centrosinistra, ma come una terza area autonomista, civica e progressista che mi vede protagonista. Io ho dimostrato, in consenso e capacità, di saperci fare. Rispetto al passato ho più esperienza, so che da solo anche io non vado da nessuna parte”.
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