Tombe profanate a Licata: colpiti il sindaco e un assessore

Tombe profanate a Licata, nel mirino sindaco e assessore ai cimiteri

Angelo Balsamo
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Distrutte le sepolture di famiglia di Angelo Balsamo (nella foto) e Giuseppe Federico
PROVINCIA DI AGRIGENTO
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LICATA – Tombe di famiglia profanate e distrutte, nella stessa notte e in due cimiteri diversi. È accaduto a Licata, dove nel mirino sono finite le sepolture del sindaco Angelo Balsamo e dell’assessore comunale ai Servizi cimiteriali, Giuseppe Federico. Una doppia intimidazione sulla quale indagano i carabinieri.

La scoperta è avvenuta questa mattina, nel giorno di Ognissanti. Al cimitero dei Cappuccini è stata trovata distrutta la tomba della famiglia Balsamo, mentre al camposanto di Marianello è stata danneggiata quella della famiglia Federico.

Il precedente al camposanto di Marianello

L’episodio segue un altro danneggiamento avvenuto nelle notti scorse proprio al cimitero di Marianello. In quell’occasione sono stati devastati infissi e mobilio degli uffici e due veicoli elettrici utilizzati per il trasporto di anziani e disabili.

Le parole del sindaco

Balsamo collega quanto accaduto al lavoro avviato dall’amministrazione sui cimiteri cittadini. “Da tre mesi stiamo mettendo ordine al cimitero, eliminando tante situazioni di abusivismo e facendo ordine e pulizia – ha dichiarato –. Evidentemente a qualcuno ha dato fastidio. Saranno gli inquirenti a fare gli accertamenti necessari”.

Il sindaco ha poi aggiunto: “A me sembra che non ci siano dubbi su quanto accaduto, dato che sono state distrutte la tomba della mia famiglia e quella dell’assessore ai Servizi cimiteriali”. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

La solidarietà della Lega Sicilia

“Esprimiamo la nostra più sincera solidarietà al sindaco di Licata, Angelo Balsamo, e all’assessore comunale Pino Federico, esponente della Lega, per il gravissimo atto intimidatorio subito con la profanazione e la distruzione delle rispettive tombe di famiglia – si legge in una nota della Lega Italia federale della Sicilia -“.

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“Si tratta di un gesto vile e inqualificabile, che colpisce non soltanto due rappresentanti delle istituzioni, ma anche la memoria dei defunti e gli affetti più profondi delle loro famiglie Se, come appare, questi episodi sono collegati all’attività di riordino e ripristino della legalità avviata nei cimiteri cittadini, è necessario ribadire con forza che nessuna intimidazione può fermare chi lavora per il bene della propria comunità. Confidiamo nell’operato delle Forze dell’Ordine affinché siano individuati al più presto i responsabili”.

La vicinanza della sindaca di Montevago

“Colpire le tombe di famiglia significa ferire gli affetti più intimi di una persona e profanare il rispetto che si deve ai defunti – scrive la deputata regionale di Forza Italia e sindaca di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo -. Un gesto di questo tipo non può trovare alcuna giustificazione e deve essere condannato con fermezza. Arrivare a tanto denota viltà e una profonda arretratezza, oltre a una cultura mafiosa che fatichiamo a sradicare. Esprimo la mia piena solidarietà e la mia vicinanza al sindaco Angelo Balsamo, all’assessore Giuseppe Federico e alle loro famiglie. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine, perché si faccia presto chiarezza sull’accaduto e i responsabili vengano individuati”.


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