MESSINA- La Direzione Investigativa Antimafia di Messina ha sottoposto a confisca beni per 400 mila euro riconducibili a Orlando Galati Giordano, ritenuto esponente di spicco del clan dei “tortoriciani”, operante nella fascia tirrenica-nebroidea della provincia di Messina. Il provvedimento giudiziario emesso il 25 settembre 2013 dalla Corte di Assise di Appello del Tribunale di Reggio Calabria, che ha riguardato beni immobili e aziendali intestati a Galati Giordano ed al figlio Eros Gennarino, fa seguito ad un precedente sequestro eseguito dagli investigatori nello scorso mese di luglio.
“L’odierna confisca – si legge in un comunicato – trae spunto da un’attività d’indagine delegata alla sezione operativa di Messina dalla procura generale di Reggio Calabria al fine di accertare la situazione patrimoniale di Orlando Galati Giordano (ad oggi recluso) al 9.3.2010, data in cui era divenuta definitiva la sentenza di condanna a venti anni di reclusione emessa dalla Corte di Assise di Appello di Messina per i reati di associazione mafiosa, omicidi ed estorsioni consumati dal medesimo nella provincia peloritana tra il 1986 e il 1993. Le investigazioni patrimoniali della D.I.A. hanno consentito di fare emergere evidenti profili sperequativi tra i beni posseduti ed i redditi dichiarati ai fini delle imposte sul reddito da Galati Giordano, elemento carismatico nell’ambito del gruppo mafioso dei “tortoriciani” tanto da divenirne, verso la fine degli anni ’80, capo indiscusso dell’omonima frangia che si contrapponeva a quella dei Bontempo Scavo. Il provvedimento di confisca ha riguardato un’unità immobiliare sita a Tortorici (ME) ed una ditta individuale, operante nel settore della rivendita di giornali e periodici, intestata al figlio e con sede a Pisa, ove da diversi anni risiede il nucleo familiare”.

