PALERMO – Un quarto di strada è stato compiuto. Ma c’è ancora parecchio da fare. L’esame della Finanziaria è entrato nel vivo. Sono stati approvati otto articoli. E sciolti alcuni nodi. Intanto, è stata approvata la discussa norma sui Forestali. Alla fine, la riscrittura proposta dall’assessore Cartabellotta ha convinto tutti. Salta la norma che impediva il turn-over. Ma lo stanziamento si è assottigliato di circa cinquanta milioni rispetto al passato.
Passa anche la norma sulla quale ieri l’Aula aveva dibattuto a lungo, senza poi giungere a una conclusione. Si tratta dell’articolo 5, che prevede un abbattimento delle royalties che le compagnie petrolifere devono garantire alla Regione. La quota attuale del 20% è stata ridotta al 13%. “Una vergogna, come sempre, – affermano i deputati 5 Stelle Ciaccio, Foti, La Rocca, Zafarana, ai quali si aggiunge la voce del deputato Pdl-Ncd Vincenzo Vinciullo – la maggioranza ha deciso a spese dei siciliani, cedendo a pressioni politiche esterne riduce l’introito dovuto alla Regione ed ai comuni ed aumenta, come ad esempio nel comma successivo, le tasse sullo start up delle imprese. Della serie, regali per le multinazionali e tasse per i siciliani”.
Approvato in mattinata, invece, l’articolo 2 che consente al governo di accendere un mutuo da 90 milioni per finanziare comuni e Province. E a proposito di Province, accolta una delle proposte avanzate ieri al presidente Crocetta dall’opposizione: un ulteriore stanziamento (dieci milioni che si aggiungono ai dieci già previsti) alle Province, per il trasporto dei disabili. “L’approvazione di questa norma – ha detto Marco Falcone – ha una chiara valenza politica. Evidentemente le Province, che il governo vuole cancellare, non sono così inutili”.
Polemiche appena accennate sull’articolo 8, che prevede tagli di 100 milioni di euro alle spese di beni e servizi delle Asp siciliane. Quei fondi verranno destinati all’integrazione socio-sanitaria. “Siamo l’unica Regione siciliana – ha detto in Aula il presidente Crocetta – a essere indietro su questo punto. E per questo motivo paghiamo anche una penale”. Critico Turano (Udc): “Non vorrei che si stiano solo spostando cento milioni dalla Sanità pubblica a quella privata”. Ipotesi seccamente smentita in Aula dall’assessore Lucia Borsellino. Sempre a proposito di Sanità, approvato con un finale-thriller, l’articolo che prevede la soppressione della figura del coordinatore sanitario e del coordinatore amministrativo dei distretti sanitari. Una norma fortemente voluta dal Movimento cinque stelle: “salteranno” 58 posti di dirigenti nell’Isola.
Infine, sul tema del personale, passa la norma che blocca il salario accessorio per tre anni dei dipendenti e dei dirigenti degli enti della Regione. La norma è contenuta nell’articolo 11. Fino al 2016, questo personale non potrà percepire un salario accessorio superiore al 15% di quello corrisposto ai regionali. Tra gli enti coinvolti, il Consorzio autostrade, le Camere di commercio, gli enti parco. Si riparte domattina dall’articolo 13 che prevede la mobilità per i lavoratori dei consorzi di bonifica. Ma nel frattempo sono stati accantonati articoli “pesanti”. Come il 3 e il 4, di materia contabile e sui quali nei giorni scorsi era stato sollevato l’incubo di un “buco” da mezzo miliardo di euro, e l’articolo 6 che prevede un nuovo meccanismo per il finanziamento agli enti locali. Su questi punti e sulla ventilata riforma del settore partecipate non si sarebbero ancora del tutto appianate le divergenze in seno alla maggioranza. Non a caso, oggi in Aula, nel momento in cui il presidente Ardizzone ha deciso di accantonare l’articolo 6, il presidente Crocetta ha quasi sfidato l’Aula: “Perché accantonarlo? Andiamo al voto. Se c’è un dissenso, almeno, emergerà”. Ma c’è il rischio che possa comunque emergere domani.
22.24 Si passa all’articolo 13 che prevede la mobilità per i lavoratori dei consorzi di bonifica.
22.18 Approvato l’articolo 12 sui Forestali.
21.55 I deputati continuano ad alternarsi sull’accordo trovato sui Forestali. E, con varie sfumature, l’apprezzamento nei confronti dell’azione dell’assessore all’Agricoltura è molto ampio.
21.25 Musumeci: “Cartabellotta è il più politico tra gli assessori tecnici. Ha la capacità di mediare propria dei politici. Apprezziamo il ricorso al turn-over, che riapre il cuore alla speranza di tanti lavoratori. Però questa non è la soluzione del problema dei lavoratori forestali. E’ solo il tentativo di rinviare di un anno, ciò che rinviamo da tempo di anno in anno. E diciamolo che questo comparto ha rappresentato una sacca di clientela: sulla pelle di ventimila lavoratori si sono costruite decine di campagne elettorali”.
21.14 Lombardo (Pds): “Siamo stanchi di sentire le contumelie, anche di autorevoli politici nazionali, nei confronti di questi lavoratori, considerati un peso per tutta l’Italia. Ma si dica che i fondi sono stati nettamente tagliati rispetto agli anni precedenti. Quest’anno, con Crocetta, si è raggiunto il punto più basso”. Fontana (Ncd): “Questa è anche una vittoria dell’opposizione”.
21.05 Dall’Aula un plauso unanime all’assessore Cartabellotta per la riscrittura della norma sui Forestali. Anche Panepinto (Pd): “Questa è la migliore sintesi possibile”. Complimenti all’assessore anche da Figuccia (che però boccia l’operato complessivo del governo) e Gianni.
20.40 Cracolici (Pd): “Nei media è passato quasi il messaggio che questa fosse la Finanziaria dei Forestali, o dei precari. E invece i temi sono tanti e rilevanti. Ma certamente il tema dei Forestali è importante, visto che coinvolge 24 mila persone. E questa norma interviene non soltanto garantendo la sopravvivenza di tante famiglie, ma anche di tanti territori. La scelta di togliere la norma che impediva il turn-over è molto intelligente”.
20.36 Grasso (Grande Sud): “Mi associo ai complimenti nei confronti dell’assessore Cartabellotta per la risoluzione di una situazione molto complicata. Adesso bisogna lavorare subito a una legge di riordino del settore”.
20.31 Greco (Partito dei siciliani): “Finalmente una buona notizia nella Finanziaria. Questo articolo ci aveva preoccupato”.
20.10 L’assessore alle risorse agricole Dario Cartabellotta: “Abbiamo tolto la norma che impediva il turn-over. E abbiamo varato la figura del Forestale a chilometro zero: vuol dire che verrà utilizzato nel luogo di lavoro più vicino a casa”.
20.06 Si passa allo “spinoso” articolo 12. Si parla di Forestali.
20.00 Approvato l’articolo 8. Tagli di cento milioni per la spesa di beni e servizi nella Sanità. La somma verrà utilizzata per “l’integrazione dei servizi socio-sanitari per la parte ricompresa nei Lea”.
19.56 Cordaro (Cantiere popolare): “Se la norma proponesse un reale risparmio, io sarei pronto a votarla immediatamente. Il dubbio che vorrei chiarito: è proprio necessario parlare di ‘riduzione di spesa’, quando domani il governo nazionale, magari, potrebbe utilizzarla come scusa per trasferire meno fondi”.
19.48 Ancora il presidente della Regione: “Questa norma colma una lacuna: la Sicilia è l’unica regione d’Italia a non attuare l’integrazione socio-sanitaria. E per questo paghiamo anche una penale. Vogliamo dare, però, anche una risposta a tanta povera gente che ha bisogno di un aiuto?”.
19.24 Crocetta: “Altro che cento milioni, noi ne risparmieremo molti di più. Noi abbiamo il dovere di imporre quel risparmio”.
19.00 Diversi deputati sollevano dubbi sulla possibilità di quantificare esattamente in cento milioni i risparmi previsti dall’articolo.
18.49 Turano (Udc): “Spero di avere capito male. Ma questa norma sembra togliere 100 milioni alla Sanità pubblica, per darli alla Sanità privata”. La replica di Digiacomo (Pd): “Questi soldi servono per creare un Fondo destinato all’integrazione socio-sanitaria. Questo Fondo, integrato con quello dei servizi Sociali, garantirà servizi destinati ai Lea – livelli essenziali di assistenza. Che sia chiaro: gli accreditamenti per i privati sono fermi dal 2007. Quei soldi non andranno ai privati”.
18.40 Approvato anche l’articolo 11. Bloccato il salario accessorio per tre anni dei dipendenti e dei dirigenti degli enti della Regione. La norma è contenuta nell’articolo 11 della legge di stabilità, approvato dall’Ars. Fino al 2016, questo personale non potrà percepire un salario accessorio superiore al 15% di quello corrisposto ai regionali. Tra gli enti coinvolti, il Consorzio autostrade, le Camere di commercio, gli enti parco. Adesso si torna indietro, all’esame dell’articolo 8. Riguarda i tagli nel settore della Sanità. La somma di riduzione di spesa prevista è di 100 milioni. Una riscrittura prevede che quei soldi vengano destinati a interventi di integrazione socio-sanitaria.
18.21 Crocetta si convince: ritirato l’emendamento governativo. Viene approvato l’articolo 10. Si passa all’articolo successivo “Contenimento delle spese del settore pubblico regionale e delle società partecipate”.
18.20 Cracolici: “Il personale delle aziende di pulizia è stato fortemente già colpito in passato dai tagli. Questa norma creerebbe ulteriori problemi alla povera gente”.
18.18 La controproposta dell’Udc nella parole di Dina e D’Agostino: la riserva prevista dal governo costringerebbe le aziende a mandare a casa parte dei propri dipendenti per fare spazio ai precari; sarebbe meglio, invece, secondo i deputati centristi, che in caso di nuove assunzioni si peschi unicamente dal bacino dei precari siciliani.
18.02 Milazzo: “Che significa questa norma? O si esternalizza oppure si svolgono quei lavori con quello che abbiamo”. Crocetta: “Il vostro rifiuto ad applicare la riserva del 20% potrebbe portare conseguenze molto più gravi dal punto di vista professionale. Perché potrebbe portare alcuni manager rispettosi della legge a non esternalizzare più i servizi”.
17.57 Il presidente della Commissione bilancio Nino Dina: “Intanto va garantito il posto di chi, al momento, sta volgendo quel determinato lavoro. Altrimenti si rischia di innescare una vera e propria guerra tra poveri”. Il presidente della Commissione Sanità Digiacomo: “Ritengo che l’emendamento del governo non sia necessario”.
17.55 Crocetta: “Noi vogliamo che negli appalti il 20% del personale debba essere costituito da precari. Questo consente ai nostri precari una stabilizzazione nel settore privati, non essendo così sempre a carico della Regione”. La proposta è contenuta in un emendamento governativo.
17.51 Si passa all’articolo 10. La norma prevede che i servizi ausiliari e di pulizia del servizio sanitario regionale possono essere affidati alla Seus.
17.44 Riprende la discussione. Si riparte dall’articolo 9. Approvato. Verranno soppresse le figure di coordinatore sanitario e coordinatore amministrativo tra le polemiche sul computo degli astenuti.
17.21 Ardizzone: “Siamo tutti troppo agitati. Convoco una conferenza dei capigruppo”. Aula sospesa per un quarto d’ora.
17.16 Si vota la soppressione dell’articolo 9. La votazione è molto equilibrata. Ma l’articolo per il momento rimane. L’emendamento soppressivo è stato respinto per un solo voto.
17.02 Foti (M5S): “Non capisco come mai adesso si voglia abrogare l’articolo, visto che in commissione era d’accordo anche l’assessore Borsellino”. Turano (Udc): “Io non ci sto a passare per quello che vuole garantire alcuni posti a discapito dei disabili”.
16.40 Milazzo a Bianchi: “Possiamo sapere che somma viene ricavata dall’abrogazione di queste figure?”. Figuccia (Forza Italia): “Si tratta di un articolo strumentale, che coinvolgerebbe appena 50 persone”. Digiacomo (Pd): “Questa norma, mi pare evidente, verrà abrogata. Ma diciamocelo chiaramente: questa è una questione su cui dobbiamo mettere mano visto che spesso questi coordinatori sono, sui territori, gli uni contro gli altri”. Fontana (Ncd): “Si tratta di figure di raccordo, di grande utilità”. D’Agostino (Udc): “Mi sono trovato da solo, in commissione, a difendere queste figure”.
16.31 Arancio (Pd): “La figura dei coordinatori non comporta una spesa maggiore. Anzi, ha consentito di ridurre le unità complesse. Insomma, abolirli non comporterebbe alcun risparmio”. Stesso concetto espresso da Salvatore Cascio (Articolo 4).
16.26 Si passa all’articolo 9, che prevede la soppressione della figura di coordinatore sanitario e coordinatore amministrativo. Zito (Movimento cinque stelle): “Si tratta di una figura che abbiamo solo noi. E i risparmi sarebbero destinati anche ai ragazzi disabili. Per questo non capisco il motivo di tanti emendamenti che ne chiedono la cancellazione”.
16.23 Accantonato, oltre all’articolo 6, anche l’articolo 8 riguardante i tagli alla spesa sanitaria. La commissione bilancio ha preparato una riscrittura che verrà portato in Aula.
16.20 Il presidente Ardizzone chiede se si può riprendere l’esame del testo dall’articolo 6, quello sui finanziamenti ai Comuni. Dall’Aula la risposta è negativa. “Pensavo che magari questa pausa…” accenna Ardizzone. E invece no, l’accordo nella maggioranza ancora non c’è. Alcuni deputati sembra che vogliano prima verificare l’approvazione di altri articoli a loro “cari”, prima di esprimersi sull’articolo che riguarda i Comuni.
16.19 Riprende la seduta a Sala d’Ercole.
16.00 La Finanziaria, quasi certamente, non verrà approvata oggi. I lavori proseguiranno almeno fino a domani. Restano da sciogliere alcuni nodi, anche in seno alla maggioranza. In particolare le distanze maggiori risiederebbero sull’articolo 6, quello riguardante i finanziamenti ai Comuni. Non a caso, nel momento in cui in Aula si è scelto di accantonare quell’articolo, il presidente Crocetta ha sfidato i deputati: “Votiamo subito. Così, se c’è un dissenso, lo vedremo”.
15.07 Sospesa la seduta.
15.03 Approvato l’articolo 7, sui trasferimenti alle Province.
14.58 Crocetta: “Adesso si chiedono anche soldi per le strade. Ma se le strade non sono state mantenute non è certamente colpa degli ultimi arrivati. Le strade non sono mai state sistemate. A me risulta che i soldi ci siano per quegli interventi”.
14.46 Milazzo (Nuovo centrodestra): “Non vorrei rovinare questo clima natalizio. Ma le Province non erano state cassate perché inutili? Allora non sono inutili, ma garantiscono servizi importanti. E oggi siete costretti a metterci una pezza. Cosa che probabilmente sarete costretto a rifare”.
14.37 Si passa all’esame dell’articolo 7, sul finanziamento alle Province. Una riscrittura del governo ha preso atto delle proposte dell’opposizione e ha aggiunto uno stanziamento di 20 milioni. “Diamo atto al governatore – ha detto il deputato di Forza Italia Assenza – di aver accolto i nostri suggerimenti”. D’Asero: “Voteremo a favore, questa riscrittura è frutto di un momento di sintesi”. Vinciullo: “Quei soldi serviranno per le scuole, per i ragazzi disabili e per il pagamento di stipendi”. Il grillino Ciaccio ha presentato un subemendamento col quale ha chiesto un ulteriore stanziamento per la manutenzione delle strade provinciali.
14.32 Crocetta: “In commissione siamo tutti d’accordo, poi in Aula escono fuori le posizione contrarie. E allora che emergano, e andiamo al voto di questi articoli”. I dubbi riguardano soprattutto gli articoli 6 e 7, che destinano i fondi per i Comuni e le Province.
14.28 Approvato l’articolo 5 della Finanziaria: scendono le royalties a carico delle compagnie petrolifere, estesi i canoni di concessione anche alle Scia – segnalazioni di inizio attività.
14.25 Si passa al voto degli emendamenti all’articolo 5. Respinte, tra le polemiche sul funzionamento del voto elettronico, le proposta di ridurre non più fino al 13% ma fino al 15% le royalties, attualmente al 20% e quella di eliminare il pagamento della Segnalazione di inizio attività. Approvato un emendamento aggiuntivo che impedisce l’aumento dei canoni irrigui.
14.10 Cracolici (Pd): “Sono sorpreso. Si era trovata, in commissione, una mediazione che avrebbe abbattuto di sette punti il valore delle royalties, ma mantenendole pur sempre al di sopra della media nazionale. Lo Statuto siciliano impedisce di applicare tasse sui fatturati”.
14.07 Cancelleri (Movimento cinque stelle): “Per me le royalties possono essere anche azzerate. Purché si intervenga sul fatturato realmente incassato”. L’altro deputato grillino Foti: “Noi dobbiamo pensare non solo al presente, ma anche alle future generazioni”.
14.00 Milazzo (Nuovo centrodestra): “Voi state dicendo alle imprese che hanno solo intenzione di avviare un’attività deve pagare le concessioni. Questo comma è di una pesantezza inaudita. Bisogna dare ossigeno a chi scomette di tasca propria”.
13.56 D’Asero (Nuovo centrodestra): “Siccome si tratta di materia troppo seria e delicata, chiedo un approfondimento”.
13.50 Gianni (Misto): “Aumentare le tasse significa costringere compagnie come la Lukoil a rinunciare a ingenti investimenti in Sicilia. L’emendamento di cui si parlava prima e che io ho sottoscritto consente al governo di discutere su misure compensative, visto che noi subiamo i danni della raffinazione”.
13.46 Zafarana (Movimento cinque stelle): “La proposta di Venturino è assurda. Noi non dobbiamo abbassare il prezzo della benzina, ma dobbiamo svincolarci dal petrolio”.
13.44 Venturino (Misto): “Se è vero che non possiamo svendere il nostro territorio, non possiamo nemmeno rinunciare a certi investitori. Io ho presentato un emendamento che abbatte addirittura al 10% la tassazione, a patto che il governo inizi una interlocuzione con le compagnie petrolifere per abbattere i prezzi della benzina”.
13.42 Dopo l’intervento di Formica, è il turno di Arancio (Pd): “Non dimentichiamo che le royalties sono destinate allo sviluppo e ai Comuni. Non credo che basti una riscrittura, ma una legge che passi attraverso studi di settore”.
13.32 Ciaccio (Movimento cinque stelle): “Invito il governo a ritirare e stralciare il comma sulle royalties”.
13.30 Si passa all’articolo 5, lungamente discusso ieri. Si parla delle royalties nei confronti delle compagnie che raffinano in Sicilia. Interviene Crocetta: “In questa manovra finanziaria abbiamo inteso inserire un elemento di novità sulla questione delle tasse. Noi riteniamo che l’incremento della tassazione sia depressivo nei confronti dello sviluppo economico”.
13.24 Approvato l’articolo 2, riscritto dal governo. Consente alla Rrgione di accendere un mutuo da 90 milioni di euro per finanziare Comuni e Province. Accantonato l’articolo 3.
13.16 Nello Musumeci: “La maggioranza non ha i numeri? La soluzione del problema è tutta nelle mani di Crocetta. Il bilancio è solo una scusa per parlare di rimpasto. Alcuni partiti devono capire se fare gli ascari, oppure i donatori di sangue fino all’anemia”.
13.08 Inizia la seduta all’Ars.
Il governatore chiama a raccolta “i suoi”. Così, dopo l’incontro ieri con le opposizioni, è il turno della maggioranza. Questa mattina, infatti, il presidente Crocetta, insieme a buona parte del suo governo, ha incontrato i capigruppo dei partiti che sostengono l’esecutivo.
Ufficialmente, la riunione è servita per ripercorrere gli articoli della Finanziaria, capire quali accorgimenti possano essere apportati e anche come poter integrare la manovra con i suggerimenti appunto dei partiti di minoranza. Quel “pacchetto” di norme presentate ieri al governatore, comprendente, tra le altre cose, la chiusura dell’Esa (su questo punto il governo appare meno disposto ad accogliere il suggerimento) ma soprattutto un’attenzione particolare ai piccoli Comuni e alle Province. “Su questi temi – ha detto l’assessore all’Economia Luca Bianchi, dopo la conclusione del vertice – abbiamo garantito la massima disponibilità. Vedremo quello che si potrà fare, stiamo già lavorando a un emendamento in questo senso”.
Governo e maggioranza, poi, hanno verificato i numeri su alcuni aspetti centrali della manovra. Si è discusso, ad esempio, di società partecipate. Il progetto dell’esecutivo di ridurre le società regionali a un numero di nove, infatti, era stato bocciato in Commissione bilancio. Lo stesso presidente della Commissione, Nino Dina, che è anche un autorevole esponente della maggioranza, aveva ribadito, durante la lettura della relazione tecnica, che la questione-partecipate avrebbe dovuto essere affrontata in un secondo momento.
Ma oggi governo e maggioranza hanno deciso di riproporre in Aula la norma. I temi al centro della discussione, però, sono stati anche altri. Ad esempio, quelli scaturiti dal colloquio di ieri tra il Commissario dello Stato e l’assessore Luca Bianchi. Oggetto della discussione, la necessità di rimpinguare il Fondo di garanzia sui residui attivi. E per recuperare altri 100 milioni di euro a copertura di quel fondo l’assessore ha previsto ulteriori tagli ad alcuni capitoli di bilancio. Adesso il testo dovrà tornare in Aula. Ieri è stato approvato solo il primo articolo, mentre la discussione si è arenata di fronte al quinto, quello riguardante le royalties. Si parte da lì. Con un’incognita: i numeri. “La legge di stabilità – ha dichiarato Lino Leanza, di Articolo 4 – deve essere votata da una maggioranza. E questo voto sarà anche l’occasione per verificare la compattezza della maggioranza stessa”.

