PALERMO – Le multe possono essere notificate anche dai privati. Non solo dal Comune o dalle Poste. Lo ha deciso il Tar di Palermo, che si è pronunciato (sentenza 901/2014, depositata venerdì) sul ricorso del Consorzio Olimpo, che si era aggiudicato la gara per le notifiche, contro il Comune di Palermo e la Sispi: oggetto del contendere, appunto la notifica delle multe e il conferimento dell’incarico di messi ai dipendenti del consorzio, difeso da Massimiliano Mangano e Giovanni Barraja.
Questa storia inizia due anni fa, quando Sispi bandisce la gara per le notifiche. L’8 marzo del 2013 il Consorzio Olimpo, che nel frattempo si è aggiudicato l’appalto, trasmette al Comune l’elenco dei 42 dipendenti da nominare messi. Venti giorni dopo, però, Palazzo delle Aquile cambia idea: i messi, è la tesi, possono essere solo dipendenti dell’amministrazione. Non è così per i giudici della terza sezione Nicolò Monteleone (presidente), Nicola Maisano (consigliere ed estensore) e Lucia Maria Brancatelli (referendario): “Il codice della strada, che attribuisce ai messi comunali il compito di notificare i verbali di accertamento delle infrazioni al codice della strada, non fornisce alcuna indicazione circa la natura che deve assumere il rapporto tra il messo comunale e l’ente locale”, annotano i magistrati. Che aggiungono: “La pacifica giurisprudenza della Corte di Cassazione, del Consiglio di Stato e dei Tar – si legge nella sentenza – ha sempre ritenuto che l’attività di messo notificatore possa essere svolta indifferentemente in regime di subordinazione, di autonomia, ovvero attribuendo l’incarico a soggetti ‘messi a disposizione del Comune da altro operatore’”. “Con questa sentenza – commenta Massimiliano Mangano – le notifiche costeranno di meno, e quindi i cittadini multati risparmieranno”.

