Lombardo rompe il silenzio: | "Chi mi critica, scodinzolava"

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L'ex governatore, tirato in ballo dalle polemiche di questi giorni: "I miei detrattori? A leggerli sorrido della miseria umana. Molti di loro mi scodinzolavano attorno in attesa di prebende che hanno spesso ottenuto". Raciti? "Si sarà fatto riferire dai suoi compagni la portata riformatrice delle nostre scelte da loro supportata".

L'ex governatore
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2 min di lettura

PALERMO – Fuori dal dibattito politico da un pezzo, Raffaele Lombardo respira l’aria della sua campagna. L’ex governatore, però, continua a essere evocato nelle polemiche e negli scambi al vetriolo tra i protagonisti della politica siciliana. L’ultimo a nominarlo è stato Fausto Raciti, segretario del Pd siciliano, che ha chiesto a Rosario Crocetta di porre fine alla “continuità con Lombardo”. A Livesicilia, che lo ha cercato per sentire la sua, l’ex presidente della Regione ha opposto dapprima un cortese diniego. “Sono in campagna, non seguo molto i giornali in questi giorni”. Poi, però, Lombardo ha deciso di rompere il silenzio. E di dirla qualcosa, a modo suo. Rispondendo in una mail su tutti i temi che Livesicilia gli aveva sollecitato. Come al solito, senza far troppi complimenti.

Raciti ha detto che bisogna rompere “la continuità con Lombardo”…
“È vero,ma si riferisce alla “incapacità di coinvolgere i partiti nelle decisioni”, non critica l’azione di governo. D’altronde si sarà fatto riferire dai suoi compagni la portata riformatrice delle nostre scelte da loro peraltro spesso supportata”.

Come mai non ha replicato ai suoi tanti detrattori?
“Sono troppi, la replica diverrebbe la mia professione e poi a leggerli spesso sorrido della miseria umana. Molti di loro mi scodinzolavano attorno in attesa di prebende che hanno spesso ottenuto. Tempo fa un pediatra mio grande amico mi ha regalato un saggio di Maria Rita Parsi che spiega molti dei comportamenti umani il cui titolo è “La sindrome rancorosa del beneficato”. Si tratta ovviamente di un bestseller”.

E però è pur vero che lei non coinvolgeva i partiti. Anzi, era famoso per dividerli.
“Io non dividevo proprio niente. Erano le scelte difficili ,le riforme di portata veramente rivoluzionaria che dividevano i partiti e i gruppi. Pensi alla riforma della Sanità o all’inversione di marcia in materia di rifiuti, dai termovalorizzatori alla differenziata e al compostaggio e ci si rende conto degli enormi interessi coinvolti e ai conflitti scatenati”.

Oggi si torna a parlare di rimpasto e qualcuno chiede di avere deputati in giunta, bocciando gli assessori in carica. Al riguardo che giudizio esprime?
“Non mi permetto, non conosco queste persone. Mi limito a ricordare il valore dei miei tecnici da Massimo a Piercarmelo Russo,da Giosuè Marino a Caterina Chinnici a Gaetano Armao. Mi si perdoni l’immodestia, ma dubito che si sia mai vista o si avrà una giunta altrettanto autorevole”.

Come vive questi giorni dopo la condanna di primo grado per mafia?
“I miei legali ricorreranno in appello e il nostro impegno sarà finalizzato a dimostrare in quella sede la mia innocenza e l’assoluta estraneità ed ostilità agli interessi della mafia”.

 

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