Le indagini sul naufragio di giovedì | "Trecento dispersi in mare"

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Le stime della guardia costiera dopo aver ascoltato i 150 superstiti.

Immigrazione
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1 min di lettura

ROMA – Il 26 maggio scorso, al largo delle coste della Libia, vi è stato un unico naufragio, con un bilancio di circa 300 dispersi. E’ quanto ha stabilito la Guardia Costiera, che ha ascoltato i circa 150 superstiti giunti a bordo delle navi che operano nel Canale di Sicilia alcuni a Taranto, altri a Pozzallo, altri ancora a Porto Empedocle. E’ stata così smentita l’ipotesi di un secondo naufragio in quello stesso giorno.

Il numero dei cadaveri recuperati relativi a quell’unico naufragio resta al momento imprecisato, perché le salme sono state trasferite su varie navi che hanno operato nella zona. Gli investigatori della Guardia Costiera hanno accertato che dalle coste libiche sono partiti due barconi, uno al traino dell’altro. Su ciascuno dei due vi erano circa 450 persone. Durante la navigazione, gli scafisti hanno tagliato la corda di traino, e nel corso dell’operazione è morta una donna. Circa 450 persone che erano sul barcone più lontano dalle coste libiche sono stati tratti in salvo, mentre il secondo barcone è naufragato: 150 persone sono stati prese a bordo dai mezzi di soccorso, che hanno recuperato anche alcune salme, mentre gli altri circa 300 sono annegati.

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