A vent’anni, dopo essersi distaccato dalla famiglia per costruire qualcosa di proprio, Giuseppe parte per la Spagna. A Marbella lavora da Bruno, realtà strutturata e riconoscibile, con un livello di servizio che, rispetto alla Palermo di quegli anni, rappresentava un riferimento difficile da trovare. Non era cuoco di formazione accademica, si definisce un gastronomo figlio d’arte, ma quell’ambiente gli dà qualcosa che nessuna scuola avrebbe potuto trasmettergli, lo standard preciso di come si gestisce un locale serio, dall’accoglienza alla materia prima, dalla sala alla brigata. Quello stesso standard è diventato la colonna portante di Appetì.
Quarant’anni di lavoro iniziati a otto anni, un’esperienza formativa in Spagna, e oggi due locali in via Emerico Amari, Appetì al numero 60 e Da Mimì al numero 59, aperti uno di fronte all’altro. La storia di Giuseppe Lo Iacono non è quella di chi ha cercato fortuna altrove, ma di chi ha scelto deliberatamente di costruire dove altri non lo avrebbero fatto.

La Spagna che ha cambiato tutto: le radici del modello Appetì
Il titolare Bruno e la moglie Giuseppina restano nella sua memoria come persone che hanno saputo trasmettere il mestiere attraverso gesti concreti più che parole. Una pacca sulla spalla dopo un servizio da trecento coperti, ricorda ancora oggi, valeva più di qualsiasi feedback formale. È il tipo di trasmissione del mestiere che, secondo lui, oggi si è quasi persa.
Appetì e Da Mimì a Palermo: una scelta quando si poteva guardare altrove
Il sogno dichiarato di Giuseppe è la Spagna, non come luogo di lavoro questa volta, ma come posto in cui vivere davvero, insieme alla moglie Carmen. Eppure ha investito capitali, tempo e reputazione a Palermo, aprendo Appetì nel 2022 e Da Mimì nel 2026, in modo consistente e in un arco temporale recente. È una scelta che merita attenzione, perché va in direzione opposta rispetto alla narrazione dominante sul Sud, quella per cui chi ha le competenze e la visibilità per farlo, guarda altrove.
Non è una scelta ideologica o sentimentale. È una valutazione concreta, conosce quel territorio, ha costruito con Appetì una clientela reale e un nome riconoscibile, e il modello che ha in testa funziona in quel contesto specifico. Restare a Palermo, per lui, non è stato il ripiego di chi non aveva alternative, era l’alternativa scelta.
Appetì e Da Mimì come scuola: il valore di chi vuole ancora imparare il mestiere
Giuseppe ha iniziato a lavorare a otto anni, in una famiglia dove il lavoro era parte naturale della quotidianità. Oggi, a 48 anni, con Appetì e Da Mimì da gestire, si trova in una posizione nuova, quella di chi ha qualcosa da trasmettere e cerca le persone giuste a cui farlo. È una fase del percorso che descrive con realismo, senza nostalgia, riconoscendo che il rapporto tra i giovani e la ristorazione è cambiato rispetto a quando lui ha iniziato.
La ristorazione richiede un apprendimento lungo e pratico, fatto di osservazione, ripetizione e pazienza. È un investimento di tempo che produce risultati nel medio periodo, non nell’immediato. Chi è disposto a percorrere quella strada trova in locali come Appetì e Da Mimì un contesto in cui il mestiere si impara davvero, con gli stessi standard che Giuseppe ha assorbito dalla famiglia prima e dall’esperienza in Spagna poi. La trasmissione del mestiere, per lui, non è un obbligo formale ma parte integrante di come concepisce il lavoro.
Un percorso ancora aperto
Giuseppe Lo Iacono non racconta la sua storia come un bilancio chiuso. C’è ancora il sogno della Spagna, c’è la gestione quotidiana di Appetì e Da Mimì in via Emerico Amari, c’è la ricerca di chi sia disposto a ricevere quello che lui ha impiegato quarant’anni a costruire. Quello che ha fatto finora, dall’apprendistato in famiglia all’esperienza iberica, da Appetì a Da Mimì, non segue la traiettoria lineare, come spesso viene raccontata. È una serie di scelte precise, fatte in momenti in cui sarebbe stato più semplice fare altro o andare altrove. La differenza, forse, sta tutta lì.
Informazioni e contatti
Appetì, in via Emerico Amari 60, Palermo. Aperto tutti i giorni dalle 11:30 a mezzanotte. Per prenotazioni: tel. 091 793 1755, oppure WhatsApp al +39 391 757 5120, email ristocafe79@gmail.com.
Da Mimì, al civico 59 della stessa via, proprio di fronte. Per informazioni e aggiornamenti, è possibile contattare lo stesso numero WhatsApp o seguire i profili social dei due locali.

