FIRENZE – “Crollo del 38% della produzione di olio di oliva in Italia che scende ad appena 298 milioni di chili, un valore vicino ai minimi storici di sempre, con effetti inevitabili sui prezzi”. E’ quanto afferma la Coldiretti in base ai dati Ismea/Unaprol presentati oggi alla Giornata nazionale dell’extravergine italiano a Firenze. Anche a livello mondiale, per Coldiretti, “si prevede una storica carestia dei raccolti” causa il crollo della produzione anche in Grecia – meno 240 milioni di kg (-20%) – e in Tunisia – dove non si supereranno i 110 milioni di chili (-21%). In linea con l’anno scorso invece la produzione della Spagna (1,4 mln di kg) che si conferma leader mondiale e in controtendenza la Turchia, + 33% per un totale di 190 milioni di chili. “Il risultato – spiega Coldiretti – è una previsione di produzione mondiale a 2,785 miliardi di chili in calo del 9%, con prezzi che si prevedono in forte rialzo”.
Dopo l’annata super nel 2015, il 2016 dell’olivicoltura siciliana segna mediamente il -42 per cento sulla produzione. Il dato è della Coldiretti siciliana sulla base dei rilevamenti Ismea/Unaprol presentati alla Giornata nazionale dell’extravergine italiano al Mandela Forum di Firenze in Toscana. Nel 2015 la produzione è stata di oltre 52.400 tonnellate nel 2016 si prevede un raccolto di circa 30.400 tonnellate. La differenza di 22.000 tonnellate preoccupa quindi gli agricoltori di intere aree dell’isola. “Nelle zone dell’ennese – rileva ancora Coldiretti Sicilia – la raccolta è scarsa per via della cascola causata da attacchi parassitari e bombe d’acqua. In provincia di Caltanissetta il calo potrebbe toccare il 50 per cento e si teme un rincaro elevato dell’olio che sarà disponibile. La situazione è pressoché simile in tutta l’Isola”. Ad Agrigento si prevede un calo del 60 per cento rispetto all’anno scorso e addirittura a Palermo si toccano punte dell’80 per cento in meno. “Di fronte a questa situazione – commenta ancora Coldiretti Sicilia – è indispensabile conoscere bene la provenienza anche alla luce delle frodi che in Italia hanno avuto un incremento record del 278 per cento del valore dei sequestri di questi prodotti perché adulterati, contraffatti o falsificati nel 2015, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base della attività svolta dai carabinieri dei Nas”. “Nel 2015 – sottolinea la Coldiretti – a livello nazionale sono stati effettuati dai Nas sequestri nel settore degli oli e grassi per 29,5 milioni di euro con 58 persone segnalate all’autorità giudiziaria e ben 345 segnalate all’autorità amministrativa, a fronte di 2691 controlli che hanno consentito di individuare ben 401 irregolarità”.

