"Il pompiere ha usato un arnese" | La testimonianza del vicino di casa

“Il pompiere ha usato un arnese” | La testimonianza del vicino di casa

Le indagini per risalire alle cause dell'esplosione. Indagato il caposquadra, che è rimasto ferito.

CATANIA
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CATANIA – È stato sentito dalla squadra mobile di Catania uno dei vicini di casa di Giuseppe Longo, il 75enne morto carbonizzato dall’esplosione per una fuga di gas nella sua casa di Catania assieme a due vigili del fuoco e ferendone altri due. È Felice Lizio che ha raccontato di avere visto un pompiere intervenuto “usare un arnese per tagliare il lucchetto della seconda porta dell’abitazione”. “Io gli ho detto ‘ma che sta facendo’ e – ricostruisce Lizio – lui mi ha risposto, ‘si allontani’. Ho fatto due passi, riuscendo a tirare per la giacca il mio vicino di casa, e c’è stata l’esplosione”.

La sua testimonianza, verbalizzata dalla polizia, avrebbe fatto scattare, come iniziativa dovuta a atti irripetibili, l’iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Catania, del caposquadra Marcello Tavormina per disastro colposo e omicidio colposo plurimo. E “l’uso dell’arnese” sarebbe così “la cattiva valutazione dei fatti” contestata dai magistrati.

“Mi sento un miracolato – racconta Lizio – di quegli istanti terribili non ricordo tanto il boato, quanto l’onda d’urto che ha sbalzato i vigili del fuoco”. E’ stato lui a lanciare l’allarme e a chiamare i soccorsi dopo avere sentito odore di gas provenire dalla casa di Giuseppe Longo, il piccolo artigiano dalla cui bottega si e’ sprigionata l’esplosione. “I pompieri erano in cinque, sono arrivati subito – ricorda – hanno fatto un primo sopralluogo in via Garibaldi, poi si sono spostati in via Sacchero, nella seconda uscita dell’appartamento sventrato; hanno visto una flebile luce e, immaginando che l’anziano si fosse sentito male, hanno effettuato un sondaggio con un attrezzo per valutare il grado di saturazione. La stanza era satura di gas, a questo punto – chiosa – si sono spostati nella parte dell’immobile in via Garibaldi e uno ha afferrato un arnese per tagliare il lucchetto della porta di ferro del negozio di bici. Poi l’esplosione…”. (ANSA).

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