PALERMO – “Che noia!”. A Montecitorio e Palazzo Madama è tutto fermo, immobile. Qualche riunione dei gruppi parlamentari, qualche seduta delle uniche commissioni che si sono insediate. Per il resto, senza un governo, senza una direzione, non c’è altro da fare. Tutti col fiato sospeso e col timore, sottinteso ma evidente, di dover fare i bagagli e tornare a casa. E rinunciare, in qualche caso, a quel seggio conquistato per un pelo, con una legge elettorale che può dar vita a scenari sempre inattesi.
A esclamare “che noia!” è il senatore Renato Schifani. “Noi siamo abituati a lavorare, a lavorare tanto – dice l’ex presidente del Senato, eletto tra le fila di Forza Italia dopo i trascorsi nel Nuovo centrodestra di Angelino Alfano – ora invece ci troviamo in questo stallo per via dei veti che dobbiamo subire dal Movimento 5 stelle”. Per Forza Italia, dati alla mano, il rischio di veder contrarre il numero dei voti conquistati alle scorse elezioni è concreto e la paura di tornare a casa, soprattutto per alcune new entry, si avverte. La possibilità di restare un po’ più a lungo tra i banchi del Parlamento ci sarebbe, votare il governo neutrale proposto da Mattarella, ma Forza Italia non lo farà. “Per lealtà nei confronti della coalizione”, dice Schifani, e aggiunge: “Ma siamo contrari al voto sotto l’ombrellone. Si resti almeno fino all’autunno”.
La delusione di tornare a casa “avendo vinto le elezioni” e senza aver nemmeno avuto l’occasione di aprire “il cassetto dei sogni” si avverte chiaramente nella voce di Carolina Varchi, deputato di Fratelli d’Italia, eletta per la prima volta dopo diversi tentativi. “La delusione è ovvio che un po’ c’è – confessa – ma la mia militanza politica è antica e la mia esperienza da parlamentare può essere solo una parentesi. Torno a casa alla mia professione di avvocato ben avviata, non c’è problema, e se ci sarà la possibilità mi ricandiderò nella convinzione che Fdi aumenterà il suo bacino di voti. Soprattutto per la coerenza che abbiamo dimostrato in questo gioco di veti incrociati”.
Anche Fausto Raciti dice di non temere il rientro a casa, ma rinunciare a un posto al sole per tornare nell’inferno (metaforico) che è il Pd siciliano in questi mesi non deve essere una prospettiva allettante. “Non l’avevo previsto, ma l’avevo messo nel conto. Faccio politica da quando avevo 14 anni, quindi non mi serve un posto al sole. E sono convinto che il Pd, da questa esperienza, può imparare molto e non rifare gli stessi errori che abbiamo fatto per il 4 marzo”. Sulla stessa linea d’onda Erasmo Palazzotto, uno dei due eletti in Sicilia di Leu. “Dobbiamo cambiare tutto”. Conquistare un seggio, per i candidati di Liberi e uguali, il movimento di Pietro Grasso, è stato complicatissimo, fiato sospeso fino all’ultimo momento, perché i risultati sono stati molto al di sotto delle aspettative. Quindi è ragionevole che il terrore di essere cancellati completamente con una nuova elezione sia una delle cose con cui confrontarsi. “Per la sinistra è l’occasione invece di fare tutto in modo diverso e di sfruttare una grande opportunità”. Poi, con una buona dose di autoironia, aggiunge: “È anche difficile fare peggio di così, comunque”.
Tutti, comunque, pronti a ricandidarsi. Perché è stato troppo breve e nemmeno abbastanza intenso. E i grillini? Quelli rieletti con il divieto, da statuto, di ricandidarsi? No, anche loro torneranno. Lo ha detto Luigi Di Maio in persona che questa non è una legislatura che si può considerare tale. “Come procedere alla formazione delle liste non è un argomento che abbiamo ancora affrontato – spiega Azzurra Cancelleri, eletta alla Camera dei deputati per il suo secondo mandato – ma se non si supera l’anno di legislatura potremmo riconfermare tutte le candidature”. “Delusione? – prosegue – Certo, c’è. Perché abbiamo vinto le elezioni, abbiamo un programma e non ci è stato permesso di provare a realizzarlo. Avevamo messo solo un paletto”.
E il paletto era la scomparsa di B. (Berlusconi) dai giochi. Ma non è successo. E cosa è successo piuttosto? Che adesso è tempo di rifare le valigie, di disdire contratti d’affitto, prenotare biglietti di ritorno. In attesa di ricominciare tutto daccapo.

