Riceviamo e pubblichiamo una lettera a firma dei lavoratori del Centro regionale trapianti, inviata, tra gli altri, al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, all’assessore alla Salute, Ruggero Razza, e a tutti i gruppi parlamentari dell’Ars
“I sottoscritti lavoratori dell’U.O.C. Centro Regionale Trapianti Sicilia (CRT) ARNAS Civico Palermo (Infermieri, Biologo, Chimico – Farmaceutico, Giornalisti, Medi ci, Psicologi, Amministrativi, Informatici) impegnati da anni, chi con contratti flessibili chi con contratti a tempo determinato, dichiarano lo stato di agitazione visto l’esito della riunione avvenuta il 30 ottobre sco rso, in cui i rappresentanti dell’assessorato hanno dichiarato la non applicabilità delle procedure di stabilizzazione previste dalla legge Madia ai sottoscritti, che da più di 12 anni garantiscono l’attività del CRT Sicilia. Questo nonostante gli impegni presi dall’assessore Razza sia nei precedenti incontri avvenuti con gli scriventi, sia come meglio definiti nel D.A. 1060/2018 emanato “ … per superare le criticità palesatesi nell’attuazione del D.A. n. 2719 del novembre 2010 e in particolare le problemati che che si sono manifestate nella pratica applicativa dell’art. 5 del medesimo decreto, con riferimento allo stato giuridico dei soggetti che prestano la propria attività lavorativa ”. Non si comprendono , dunque, le ragioni di tale atteggiamento discriminat orio considerato che in applicazione della predetta legge sono state stabilizzate migliaia di unità di personale , tra cui anche altri colleghi del CRT in servizio presso altre aziende sanitarie siciliane . Si ritiene che le ragioni addotte dall’assessorato alla S anità e dall’Arnas Civico sul din iego alla stabilizzazione poggi no su un pregiudizio o in altre ragioni poco chiare che ci sfuggono, non certo sulla previsione normativa. Infatti è palese e consolidato il principio fissato dalla cosiddetta “Legge Madia” . Esprimendo grande preoccupazione, atteso che in tutti questi anni sono state ripetutamente garantite prospettive di superamento del più che decennale precariato, i sottoscritti auspicano un ripensamento al fi ne di evitare contenziosi assolutamente evitabili sulla base delle norme e dell’esigenze di funzionamento del CRT. E’ bene sottolineare che si tratta di lavoratori che nel corso degli anni hanno acquisito specifiche competenze in un settore strategico per la salute dei pazienti e anch e per la sanità, ( l’attività di distribuzione di organi e tessuti e l’attività di trapianto sono stati inseriti nei LEA, i livelli essenziali di assistenza). Pertanto i sottoscritti, a sostegno della battaglia per il riconoscimento del loro diritto, annunciano che m etteranno in atto tutto ciò che reputano più idoneo a tutela delle loro professionalità e della loro dignità di persone e lavoratori”

