PALERMO – Lui ha 63 anni ed è professore in un liceo palermitano. Lei, la giovane studentessa di cui si era invaghito, ne ha appena 15. Ma ne aveva 14 quando sono iniziate le attenzioni morbose del docente.
Attenzioni che ad un certo punto sono diventate vere e proprie ossessioni nei confronti della ragazzina che ha deciso di parlarne con i genitori. Da qui la denuncia e l’arresto del prof che è finito ai domiciliari. Ad evitargli il carcere è stato il lockdown che a partire dallo scorso marzo ha provocato la sospensione delle lezioni. A quel punto non c’era più il pericolo di reiterazione del reato di atti persecutori finalizzati a compiere atti sessuali.
La vicenda oggetto dell’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e dal sostituto Giorgia Righi, è iniziata nel settembre 2018. È stata un’escalation: sguardi, messaggi sui social network, appostamenti sotto casa. Le scriveva “sei bella”, “ti amo”, la invitava ad incontrasi lontano dalla scuola, le inviava la foto del palmo della sua mano con la scritta “amore”.
L’episodio più grave è avvenuto quando il professore ha cercato di baciarla, afferrandola per il mento. A “salvare” la studentessa sono stati i suoi compagni di classe. Era ormai una faccenda nota e qui si innesca un aspetto tutto da chiarire. Il professore, infatti, ha un precedente specifico che risale al 2015. Non solo: i genitori della ragazzina erano andati a scuola per parlarne con il dirigente scolastico che, così raccontano, aveva deciso di non fare più insegnare il prof nella classe della minorenne e di affiancargli un altro docente di sostegno. Una sorta di supervisore affinché l’arrestato non ripetesse gli episodi. Solo che, alla prima occasione utile, quando l’insegnante aggiunto era assente, sono riprese le attenzioni morbose.
E così è scattata la denuncia di cui si sono occupati i poliziotti della sezione Reati contro i minorenni della squadra mobile. I pubblici ministeri hanno chiesto l’arresto del docente. Il giudice per le indagini preliminari Rosario Di Gioia ha applicato di domiciliari perché nel frattempo le esigente cautelari si sono affievolite.

