Famà, Bianco: |"Esempio di correttezza"

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"Anche nel 1995 ero sindaco e per me fu subito chiaro che si trattava di un omicidio di stampo mafioso"

Il ricordo del primo cittadino
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1 min di lettura

CATANIA – “Ricordo perfettamente quella terribile sera in cui il penalista venne ucciso, in piazza Raffaello Sanzio, a colpi di pistola, dopo aver lasciato il suo studio. Anche allora ero sindaco di Catania e per me fu subito chiaro che si trattava di un omicidio di stampo mafioso commesso in una città che stava ritrovando se stessa. Solo un paio d’anni dopo le confessioni di un pentito confermarono che Famà era stato fatto uccidere dal capo di una cosca perché aveva esercitato con impegno e coerenza la sua attività professionale di avvocato, nonostante si trovasse ‘tra due fuochi’, come si sottolinea fin dal titolo nel documentario che la figlia di Famà, Flavia, ha voluto dedicare al padrte, nel 2013, con Simone Mercurio. Ecco perché Serafino Famà deve rappresentare per tutti un esempio di correttezza”.

“Un mese dopo l’uccisione il Comune fece apporre una targa in piazza Sanzio per ricordare Famà e la sua scelta di vita di mantenere la schiena dritta, ma l’Avvocato venne ritratto anche, con altre vittime della mafia, sul murale sull’esterno del carcere di piazza Lanza realizzato da Addiopizzo e inaugurato nel luglio del 2013″.

Enzo Bianco, Sindaco di Catania

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