"Neanche il tempo di sfiorarti la manina" |L'amore e il dolore sconfinato per Nicole

“Neanche il tempo di sfiorarti la manina” |L’amore e il dolore sconfinato per Nicole

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Tania ha tanta sete di giustizia.

lo sfogo su Facebook
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2 min di lettura

CATANIA – Non hanno avuto il tempo di guardarsi occhi negli occhi. Nemmeno di sfiorarsi. Per nove mesi però quella piccola creatura è cresciuta per nove mesi diventando una parte di lei, una mamma per poche ore. Tania affida alla sua pagina Facebook il suo dolore, ma soprattutto la sua sete di giustizia. “La nostra bambina non c’è più – scrive – e non per cause naturali, ma per un errore umano, tanti errori umani. Quello che dicono i TG è solo una parte di verità. Ma presto si avrà giustizia, presto tutto verrà alla luce e la mia bambina avrà pace”.

E’ una dichiarazione d’amore sconfinata che supera i confini della morte stessa, quella terrena. “Ti amo amore di mamma”. E’ la firma che chiude una lettera in cui pulsa il cuore di una madre annientata dal dolore di una perdita ma che crede ancora nella vita e soprattutto nell’amore. “Ci sono tanti tipi di amore e noi abbiamo avuto la fortuna di provarli tutti, il più grande è senza dubbio quello per i propri figli. Io e Andrea – confida – lo proveremo per sempre per la nostra piccola Nicole che fin da subito dentro me ci ha regalato una gioia immensa e un amore infinito”.

Un amore rimasto blindato. O meglio che era esploso ma poi è stato nuovamente risucchiato in quell’ambulanza tra Vizzini a Ragusa. In quella folle corsa contro il tempo, aggrappati al filo della speranza che si è spezzato. “C’è il dolore – scrive Tania – quello non vorresti mai provarlo sotto nessuna forma, ma lui t’insegue. Noi siamo stati inseguiti e presi da quello più brutto, il dolore della perdita di un figlio.  Un dolore che ti spezza il cuore in mille pezzi, un dolore che ti svuota, ti toglie la voglia di vivere, perché la tua vita era la sua vita”.

E quello che fa più male è che Tania non ha potuto nemmeno toccarla quella bimba con cui ha convissuto nove mesi. “Non mi hanno permesso di vederla, di stringerla a me, di accarezzarle la manina e farle sentire che io le ero vicino, me l hanno portata via, senza averle potuto dare il suo primo e ultimo saluto”.

Restano quei nove mesi. La notizia di essere incinta. La pancia che cresce. La prima ecografia. Nicole che scalpita. E la mano sul ventre di Andrea che sentiva il cuore della sua piccola battere. Quello che ha smesso di battere in un’ambulanza in corsa. “Ricorderò ogni piccolo movimento – scrive ancora Tania – che facevi dentro me fino a poco prima della tua nascita”.

E c’è una promessa, una promessa tra una mamma e il suo piccolo angelo. “Eri e sarai per sempre la mia piccola ballerina scatenata”.

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