PALERMO – L’accusa di truffa regge in appello e le condanne vengono confermate. Un intero nucleo familiare avrebbe raggirato alcuni clienti Enel, facendogli credere che affidandosi a una fantomatica società tedesca avrebbero risparmiato sulla bolletta.
Queste le condanne: quattro anni a Nicolò Regina, due anni e quattro mesi ciascuno alla moglie, Veronica Rosa, alla sorella, Carmela Regina e alla madre, Anna Giammarinaro.
Tutte condanne scontate di un terzo, visto che gli imputati avevano chiesto in primo grado di essere giudicati con il rito abbreviato. Riconosciuto un risarcimento dei danni da stabilire in sede civile per Enel Servizio Elettrico ed Enel Energia, parte civile con l’assistenza dell’avvocato Massimo Motisi.
Furono 150 i clienti raggirati per un ammontare complessivo di due milioni di euro. L’inchiesta della Procura e dei finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria era partita dalle denunce di un imprenditore e dell’Enel A molti titolari di bar, ristoranti, negozi, officine artigiane veniva garantito un risparmio fino al 30% sulla bolletta. Risparmi fantasma come come la società.
Il trucco reggeva perché per un periodo Regina riusciva a garantire la continuità dell’erogazione da parte del gestore grazie ad un complicato giro di volture. Incassava i soldi delle bollette che però non venivano pagate.
Il 9 luglio scorso Regina è stato arrestato mentre passeggiava a Mondello. È diventata definitiva una una sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Milano per un’altra vicenda.

