L'autopsia sul corpo di Gioele "Lesioni da morsi di animali"

L’autopsia sul corpo di Gioele|”Lesioni da morsi di animali”

Autopsia Gioele
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"Non possiamo escludere una tragica fatalità"
IL GIALLO DI CARONIA
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3 min di lettura

MESSINA – “I resti del cadavere sono abbastanza compromessi. Ci sono lesioni da macro fauna, cioè morsi di animali selvatici. C’è del terriccio che è stato analizzato e prelevato. Non si può dire ancora dove il bambino è morto e capire se è stato morso prima o dopo la morte. Sono valutazioni che si faranno concatenando i vari risultati”. Così il medico legale Giuseppina Certo consulente della famiglia Mondello che ha partecipato all’autopsia a Messina. “Abbiamo acquisito dei dati – aggiunge – mancano gli arti e parti di tessuti. Allo stato non è possibile ricavare elementi utili se non da tutti i fattori che potranno emergere dall’indagine specialistica. Deve essere tutto ricostituito singolarmente mettendo assieme tutti i tasselli. Oggi – chiosa la consulente – non si può mettere alcun punto certo sull’analisi del bambino”.

“Al termine di tutte le operazioni avremo un quadro definitivo e completo, al momento si tratta di agire per singoli passaggi non tralasciando alcunché ed evitando di perdere elementi che potrebbero essere utili. Siamo un gruppo ben affiatato abbiamo diverse professionalità che cooperano e collaborano nelle attività cercheremo di fare del nostro meglio per ottenere tutto il possibile dal cadavere”. Lo ha detto il medico legale Elvira Ventura Spagnolo, perito della Procura di Patti, al termine dell’autopsia sui resti del bambino trovato nelle campagne di Caronia e che si ritiene si Gioele. “E’ stata fatta la tac come prima indagine – ha ricostruito – dopo di che abbiamo proceduto con la collaborazione dell’ entomologo e dello zoologo forense alle varie attività di ispezione, analisi, prelievo di campioni che naturalmente richiederanno ulteriori approfondimenti. I passaggi successivi – ha annunciato – saranno ulteriori analisi sia sugli indumenti sia sui resti. Ci sono stati sempre assegnati 90 giorni di tempo per la relazione. È importante agire nel miglior modo possibile e non tralasciare nulla di ciò che il cadavere può fornire al termine si avranno i risultati”.

“Se esiste una ferita di arma da taglio sul corpo del piccolo Gioele non lo possiamo dire, non abbiamo la possibilità di fare una valutazione del genere. Non abbiamo concluso le analisi e non possiamo sapere se c’è un riscontro del genere”. Lo dice il medico legale Daniela Sapienza, perito della Procura di Patti, al termine dell’autopsia a Messina. “Scoprire come è morto – aggiunge – mi sembra una cosa, in via aleatoria, possibile. Ma dobbiamo vedere gli elementi che il corpo ci fornisce e li valuteremo. Purtroppo ci sono dei fenomeni cadaverici e trasformativi molto importanti e questo rende impossibili alcune valutazioni macroscopiche che in altri casi sarebbero un riscontro oggettivo. Ci sono fenomeni trasformativi e l’effetto della macrofauna e della microfauna – spiega l’esperta – che rendono ovviamente difficile qualsiasi riscontro e valutazione. Abbiamo cominciato a fare alcuni esami su alcuni resti e dovremmo ovviamente continuare affinché riusciamo a raccogliere qualsiasi elemento di giudizio che abbia un riscontro di natura oggettiva che possa servire agli inquirenti”.

“Capisco che ci sia questo bisogno di risposte, ma vi dico anche che c’è un milione di insetti e finché non analizzeremo questi insetti in laboratorio non si potrà dire molto. Oggi non è possibile capire se il bambino sia morto vicino alla madre Viviana”. Lo ha detto il professor Stefano Vanin, entomologo nominato come perito dalla Procura di Patti, alla fine dell’autopsia a Messina. “Sono stati raccolti un sacco di elementi sia per quanto riguarda la componente medica che veterinaria ed entomologica – ha aggiunto – quindi di elementi ce ne sono. Come ogni corpo ha dato delle informazioni, quanto è informativo lo vedremo. Adesso come nel caso della madre è tutto da analizzare in laboratorio E’ un caso difficilissimo – ha spiegato l’entomologo forense – perché’ c’è un clima e un ambiente particolare, anche se qualche elemento informativo è stato estratto. Sul terreno ci sono dei ‘segni di giacitura del corpo’ – ha concluso il prof. Vanin – il terreno non è compromesso, ma è un ambiente su cui sono passare delle persone”.

“Ci vuole prudenza, anche se stanno emergendo degli spaccati che fanno pensare si possa trattare di una tragica fatalità. Bisogna avere pazienza ed essere molto cauti. Al momento non ci sono punti fermi”. Così il legale della famiglia Parisi, l’avvocato Nicodemo Gentile, all’ANSA, sugli esiti dell’autopsia a Messina. (ANSA).

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