CATANIA – Un altro fronte del traffico internazionale di esseri umani è stato scoperto dalle indagini capillari svolti dalla Polizia di Stato con il coordinamento della Dda di Catania. Non è la solita rotta dei migranti, dal nord Africa alla Sicilia, questa volta è dall’oriente, Grecia e Turchia, verso l’Europa.
L’operazione Mondi Connessi
L’operazione “Mondi Connessi’ ha permesso di sgominare un sodalizio criminale composto da curdo-iracheni, afgani e italiani che avrebbe favorito “l’ingresso illegale in tutta Italia e in altri Paesi europei di migranti”. Il tutto sarebbe avvenuto dietro un compenso di denaro che avrebbe permesso in un secondo momento di regolarizzare la posizione degli stranieri privi dei requisiti falsificando contratti di lavoro o altri documenti necessari all’ottenimento del permesso di soggiorno.
L’inchiesta della Dda di Catania
Un’inchiesta che ha portato lo scorso martedì ad eseguire 19 fermi a Bari, Milano, Torino e Ventimiglia (in provincia di Imperia) da parte delle Squadre Mobili di Siracusa e delle province coinvolte. La notizia è stata diffusa oggi in conferenza stampa, perché come è ormai prassi della Dda etnea, si attende l’esito delle udienze di convalida. Gli indagati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
La rete criminale da Oriente all’Europa
Le indagini, avviate nel 2018 e coordinate dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro e dei pm Andrea Bonomo e Michela Maresca, ha permesso di analizzare in particolare 10 sbarchi che sono avvenuti nella provincia di Siracusa. La Squadra Mobile di Siracusa, con il fondamentale apporto dello Sco, ha ricostruito la fitta rete criminale composta da italiani e stranieri (alcuni destinatari di protezione internazionali) che avrebbe operato al fine facilitare ‘dietro pagamento’ l’arrivo nel territorio nazionale (o anche il tragitto) di iraniani, iracheni, afghani e pakistani.
La holding del traffico di esseri umani
La struttura dell’organizzazione criminale – come hanno spiegato stamattina nel corso della conferenza stampa il direttore dello Sco Fausto Lamparelli e il direttore Dac prefetto Francesco Messina – sarebbe stata come un holding del traffico internazionale di esseri umani: il quartier generale in un paese straniere e poi le altre cellule indipendenti ma interconnesse a Bari, Torino, Minale e Ventimiglia. Quest’ultima è la porta d’acceso dell’Italia in Francia.
I facilitatori dell’immigrazione clandestina
Il gruppo di facilitatori che componevano il cartello sarebbero stati l’anello di congiunzione con i trafficanti di essere umani attivi in Turchia e in Grecia. Le mete più gettonate dai migranti sarebbero state Nord Europa e Francia. Il viaggio costava circa 6 mila euro e prevedeva un percorso attraverso l’Afghanistan, il Pakistan, l’Iran, la Turchia, la Grecia e l’Italia.
Il sistema di pagamento per le traversate
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, a cui era presente anche il Questore di Siracusa, Gabriella Ioppolo, è stato spiegato il sistema dei versamenti al sodalizio criminale: “il denaro corrisposto dei migranti sarebbe stato accantonato in punti di raccolta in Turchia e poi versato al momento dell’arrivo del migrante nel Paese previsto, o attraverso money transfer o attraverso l’hawala, un meccanismo già emerso nelle inchieste contro il clan cultisti della mafia nigeriana.
Lo stipendio degli scafisti
Una parte degli introiti illeciti sarebbero stati investiti dall’organizzazione per acquistare barca a vela e reclutare skipper in grado di pilotare i natanti verso la costa siracusano. Lo stipendio degli scafisti sarebbe stato di 1000 dollari a traversata.
Il blitz
Durante il blitz di martedì è stato arrestato un altro uomo, ritenuto strettamente connesso al gruppo criminale. È stato ‘pizzicato’ mentre effettuava un trasporto di migranti alla stazione ferroviaria di Ventimiglia, in provincia di Imperia. La polizia – nel corso dell’operazione – ha sequestrato 17 telefoni cellulari, 4 computer, documenti vari e 25 mila euro in contanti.

