PALERMO – “Il deputato Claudio Fava, con molto anticipo, è entrato in campagna elettorale, come ha lui stesso dichiarato. Al suo posto mi dimetterei da presidente della commissione regionale Antimafia, come ho fatto io quando ho ufficializzato la mia candidatura. Per il resto, quello che dovevo dichiarare sui rarissimi incontri avuti con il dottor Montante, quando rivestiva importanti incarichi istituzionali, l’ho già fatto all’autorità giudiziaria e non scendo in polemica con alcuno, né consento di mettere in dubbio la mia moralità, che i siciliani conoscono bene”. Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in replica alle dichiarazioni di Claudio Fava, deputato regionale e presidente della commissione Antimafia dell’Ars.
“Consiglio non richiesto: se cerca di ‘mascariare’ le persone perbene, notoriamente perbene, il deputato Fava ripete un inutile cliché che in Sicilia non ha mai avuto successo – ancora Musumeci -. E non faccia sempre il moralista a senso unico, perché si propone alla guida di una coalizione che nel recente passato ha governato l’Isola grazie al sostegno di un blocco di potere che con il mio governo non ha mai potuto alimentare i propri interessi”.
A stretto giro di posta la controreplica di Fava: “Come sempre quando Musumeci non ha argomenti scappa, oppure se la prende con la campagna elettorale. La domanda era se Musumeci ha detto la verità in commissione Antimafia oppure ha mentito? La risposta è stata: non ho niente da dire. Per il resto, la campagna elettorale sta alla pretesa di lealtà e verità nei confronti di un presidente della regione come i cavalli di Ambelia stanno al futuro della Sicilia”.
Sul caso Agrigento interviene anche il segretario regionale del Pd Anthony barbagallo: “L’acqua pubblica è un tema che è sempre stato caro al Partito democratico e al sottoscritto in particolare che nel 2015 è stato relatore all’Ars del ddl sulla disciplina delle risorse idriche in Sicilia – dice -. Ciò che sta venendo fuori dall’indagine ‘Waterloo’ della Procura di Agrigento e che coinvolge Girgenti Acque è perciò particolarmente grave. L’affidamento ai privati di un servizio pubblico – prosegue – usato per interessi di altra natura, costi elevati in bolletta a fronte di una erogazione scarsa se non inesistente. Ci preoccupa pure il grave ritardo nell’esecuzione delle disposizioni della legge sull’acqua. Ritardi consistenti, commissariamenti mancati e scarso controllo sulle Ati e i gestori da parte della Regione e del Governo Musumeci: sono questi i punti su cui il PD chiede chiarezza in ogni sede chiedendo sin da ora che questo argomento sia – conclude – al centro di un dibattito a Sala d’Ercole, luogo in cui il Governo dovrà fornire adeguate spiegazioni”.

