Salvatore Lo Piccolo? Agisce secondo l’impulso e le circostanze, con una personalità camaleontica. Libero Grassi invece era un individualista che rifiutava di sentirsi imbrigliato, mentre Pietro Grasso ha uno spirito inventivo e duttile, con una grande disponibilità al confronto con gli altri, e Matteo Messina Denaro, o meglio chi scrive le lettere a sua firma, ha una marcata sicurezza di sé e una forte ansia di precisione. Sono alcune delle curiosità che emergono dalla mostra “Non tutti i pizzini sono uguali”, curata dalla grafologa Amalia Patrizia Panebianco e dal giornalista Claudio Reale.
L’esposizione è allestita presso Villa Filippina, la settecentesca struttura situata nel cuore verde di Palermo. La mostra analizza le figure di sei “buoni” (gli imprenditori antiracket Libero Grassi, Ivan Lo Bello e Ignazio Cutrò, i magistrati Paolo Borsellino e Pietro Grasso e la testimone di giustizia Rita Atria) e altrettanti “cattivi” (il boss di San Lorenzo Salvatore Lo Piccolo e i figli Sandro e Calogero, il superlatitante di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, il presunto reggente di Cinisi Gaspare Di Maggio e l'”avvocato dei boss”, oggi collaboratore di giustizia, Marcello Trapani) attraverso l’analisi di alcuni testi scritti o attribuiti a loro.
“La scrittura, al di là del movimento della mano, è un atto finalizzato e autonomo dell’intelligenza e della volontà, una scelta culturale, un connubio mai uguale tra elementi caratteriologici innati e altri dettati dalle circostanze ambientali, dal proprio vissuto emotivo e, perché no, dal proprio stato psicofisiologico contingente – annota Patrizia Panebianco. Dallo studio della scrittura è possibile risalire al gesto grafico sottostante e quindi alla struttura e alle dinamiche che caratterizzano in maniera unica e irripetibile la personalità”, per provare a capire meglio, attraverso l’immagine, la linea di demarcazione che passa fra “buoni” e “cattivi”.
Biografie, manoscritti e analisi grafologiche si susseguono in un percorso espositivo inedito, fatto di 12 pannelli, che consentirà di valutare, per ciascuno dei 12 casi, contemporaneamente l’esercizio della volontà, la scelta formativa, l’aspetto caratteriale ed il condizionamento emotivo ed ambientale che ha fatto di queste figure rappresentanti diversi ed antitetici di una medesima cultura.
La mostra “Non tutti i pizzini sono uguali” è visitabile dal 10 giugno e fino al 31 ottobre, dal martedì alla domenica dalle 19 alle 24. Ingresso libero.

