PALERMO – I Distretti tecnologici e le Università siciliane organizzano insieme “diReteforJob” un evento di reclutamento con un format mai sperimentato in Sicilia, che mette a confronto diretto una trentina di aziende interessate ad inserire giovani nelle rispettive realtà e 100 laureati provenienti dai percorsi di alta formazione inseriti nei progetti di ricerca gestiti dai Distretti Agro-Bio, Micro e Nano, Navtech. I giovani sono stati inseriti in un unico database e le varie aziende hanno così avuto modo di scegliere quali laureati incontrare in colloqui “one to one” che si sono svolti stamane a Palazzo Steri sede del rettorato universitario.
Allo Steri ogni incontro avrà la potenzialità di concludersi con un accordo lavorativo proprio perché le aziende si troveranno di fronte giovani che hanno già potuto valutare secondo le loro esigenze. In precedenti analoghe iniziative svolte a Bologna e Salerno, a tre mesi dall’evento oltre il 50 per cento dei laureati aveva trovato un’occupazione stabile. DiReteforJob, è realizzato nell’ambito del progetto “Direte”, che, grazie ad un finanziamento della Regione Siciliana, ha visto collaborare nell’ultimo anno i tre Distretti tecnologici siciliani insieme con gli uffici di Trasferimento Tecnologico delle Università siciliane per sviluppare attività e servizi comuni in grado di rendere più competitiva l’attività di ricerca e sviluppo della Regione.
“Crediamo che Direte sia un modello virtuoso di cooperazione – spiega il professore Antonino Valenza, coordinatore del progetto e presidente della commissione brevetti dell’Università di Palermo – che va nella linea indicata nella nuova programmazione comunitaria, ovvero di puntare su cluster e distretti tecnologici per aggregare le imprese che vogliono fare innovazione. In più con Direte si è cercato di riunire i tre Distretti tecnologici siciliani (e di conseguenza le università che ne sono socie) per creare una struttura unica ed aumentare la capacità di interlocuzione con la politica locale e nazionale, nonché con le aggregazioni non siciliane”.

