Accorpamento Camere commercio: | i nomi di chi chiede ancora tempo

Accorpamento Camere commercio: | i nomi di chi chiede ancora tempo

“È venuto il momento - affermano i presidenti delle associazioni di categoria - di denunciare intollerabili intromissioni da parte di ben individuati parlamentari per impedire la fusione".

CATANIA. Al Mise oggi si parlava di Catania. Del famoso accorpamento delle tre Camere di Commercio di Catania-Siracusa-Ragusa che oggi sarebbero potute diventare realtà. Lo aveva confermato stamattina proprio il segretario generale della Camera di Commercio, Alfio Pagliaro: «Stiamo aspettando notizie dal Mise in merito alla riunione in programma oggi per la ratifica di quanto stabilito dal Consiglio Stato-Regione il 21 luglio scorso». Però questa ratifica non c’è stata e ad annunciarlo è stata una nota di Confcommercio che ha indetto per domani mattina alle 10 una conferenza stampa di fuoco nella sede di via Mandrà.

“È venuto il momento – affermano i presidenti delle associazioni di categoria nella nota inviata alla stampa – di denunciare intollerabili intromissioni da parte di ben individuati parlamentari per impedire la fusione delle Camere di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa, caso unico, stranamente contrario a quanto avvenuto nelle altre Camere di Commercio siciliane. Dopo sceneggiate davanti al Presidente della Repubblica sulla creazione del Sud Est si blocca una procedura per tutelare interessi incoffessabili e si “costringe” il Governo Crocetta a cambiare l’atteggiamento tenuto per mesi che aveva portato già al parere favorevole della commissione tecnica”

Cosa è successo ce lo spiega Alfio Pagliaro.

«Io non ero presente quindi non le posso dire esattamente cosa è successo ma da Roma mi dicono che l’on. Giuseppe Castiglione, sottosegretario alle Politiche Agricole, e l’on. Simona Vicari, sottosegretario al Mise (entrambi del centro destra), abbiano chiesto – pare – un approfondimento su questo accorpamento perché rappresenta una grossa realtà. Infatti anche da Roma sono un po’ sorpresi sulla tempistica. Tenga conto che il 21 il procedimento – che è inattaccabile, continua Pagliaro – è stato esaminato dal tavolo tecnico il 21 luglio. In quella data il Consiglio Stato-Regione ha visionato tutti gli atti e dato il visto di legittimità e correttezza della procedura eseguita. Come avevo detto stamattina il passaggio davanti al Mise era solo una ratifica, eppure al tavolo politico di stamattina Giuseppe Castiglione e Simona Vicari sembra che abbiano chiesto di fare un approfondimento e di rinviare la discussione sull’accorpamento alla prossima seduta (prevista per il 7 settembre, nda)».

Occorre attendere quindi un altro mese, si sa qual è il motivo per cui è stato chiesto questo rinvio?

«Non so rispondere. Tutto il procedimento è stato fatto in modo trasparente e l’unico dubbio di legittimità (che era stato sollevato dai dipendenti della Camera in merito alla firma imposta dal commissario) era stato sciolto dal Tar. Quindi c’è una pronuncia della giustizia amministrativa che non si è pronunciata sul merito ma che dice che la procedura è corretta. C’è un tavolo tecnico che dice che tutto è a posto (documenti, delibere e altro)… poi arriviamo al tavolo politico, cioè all’ultimo passaggio, e si chiede una pausa di riflessione».

In effetti suona strano quest’ultimo passaggio e viene da chiedersi se questo intervento è autonomo o se è pilotato. UnionCamere è contrario a questo accorpamento?

«Assolutamente no. UnionCamere ha un interesse fortissimo perché stiamo anticipando la legge di riforma (quella sulla semplificazione amministrativa) nella quale c’è un articolato che riguarda la riforma Camerale con una riduzione sensibile sul numero delle stesse in tutta Italia. Quello che era in discussione oggi era il decreto sulla scorta delle delibere che sono state fatte dalla Camera a febbraio».

Da una ricerca fatta sembra che quello di oggi sia il primo accorpamento che salta?

«Esatto, fino a oggi è stato così. Oggi però ne sono saltati due, quello di CT-SR-RG e quello di Isernia-Campobasso per una diatriba per il commissario ad acta. Nessuno si immaginava questo rinvio».

Già perché questo rinvio? Di certo sarebbe stato giustificato se l’accorpamento non avesse visto Catania come ente capofila. O forse il problema è di altro tipo, magari uno di quelli in cui entrano in gioco manovre di potere nella gestione di qualcosa… dell’aeroporto di Catania ad esempio, di cui questa triade – una volta consacrata – gestirebbe i 5/8 delle quote. La maggioranza assoluta.

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