Acqua, lo 'scenario zero' in Sicilia e l'ombra di nuovi razionamenti

Acqua, cos’è lo ‘scenario zero’ in Sicilia: l’ombra di nuovi razionamenti

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    Manca l’acqua a Bisacquino….

    Lo scorso mese di aprile, nel giorno della costituzione della Cabina di regia per l’emergenza idrica, il presidente Schifani nella dichiarazione inaugurale ha tenuto a sottolineare: “Ho voluto questa struttura”, e “Ci stiamo impegnando al massimo e i risultati si vedranno”.
    Oggi possiamo dire che i risultati si vedranno se piove, sennò silos e autobotti per (quasi) tutti. Questo potevamo dirlo già ad aprile, non solo noi, ma anche il Presidente. Lui ha preferito l’annacata in Cabina di regia.

    In Sicilia, soprattutto nei territori ennesi e nisseni, ma in misura minore anche nel palermitano, negli ultimi tre mesi ha piovuto più di quanto in certe zone del mondo, dove non ci sono problemi di approvvigionamento idrico, piova in un anno. Continuare ad imputare i problemi alla “Mancanza di piogge” è sintomatico di ignoranza o pura malafede. Del resto, come scrive l’autore dell’articolo, appena 8 mesi fa a Ragusa basto un temporale per fare tracimare un invaso, con conseguente spreco di acqua. Il problema sono le infrastrutture (la loro mancanza), non la scarsità di piogge.

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Da allora cosa è cambiato? Basta guardare fiilis di Palermo per sapere che non ci sono cambiamenti. A tutt'oggi mancano le strutture di accoglienza e parcheggi per i diversamente abili. Manca il senso civico e la comprensione della gente. Manca l'empatia. Disabile= frodabile, dimenticato soprattutto per approfittatori.

“Troppe donne sono costrette a scegliere tra cura e carriera e a vivere nell'incertezza”. Proprio così, oggi come ieri le donne continuano ad avere l'esclusiva della cura dei figli, dei genitori, della casa senza che un governo di qualunque livello dia un qualche contributo, asili nido, assistenza domiciliare, scuola a tempo pieno, permessi retribuiti, scuole aperte anche d'estate, ecc., permettendo loro di lavorare in tranquillità e, volendolo, fare dei figli. Un welfare al femminile? No! È un welfare, per dirla con la Meloni, utile per dare un futuro alla Nazione. Non puoi fare figli e mantenere la famiglia con un solo stipendio di 1200 euro o giù di lì. Infatti nascono sempre meno bambini. Come se si svuotasse anno dopo anno una città come Catania. Dici, passi per il governo che per tradizione è sempre ladro... ma i compagni, i fidanzati, i mariti che fanno? E che fanno? Sperano, almeno così si dice, nei quattrini di un'emergenza all'anno, mentre i migliori dicono di pensare a un nuovo Rinascimento e a Federico II. Stupor Mundi!

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