Acque agitate in Poste Italiane| Cisl: "Pronti allo sciopero"

Acque agitate in Poste Italiane| Cisl: “Pronti allo sciopero”

I sindacati indicono una doppia protesta per il 4 novembre.

PALERMO – Acque agitate in Poste Italiane. I sindacati (tutti tranne la Uil) hanno infatti indetto uno sciopero per il 4 novembre contro i pensionamenti di massa, la privatizzazione della società e la qualità del servizio di recapito: una manifestazione che sarà preceduta dall’astensione dagli straordinari e dalle prestazioni aggiuntive da oggi al 23 novembre.

“Le Poste funzionano solo per la buona volontà del personale che cerca di fare il proprio lavoro tutti i giorni, sforando sempre gli orari di lavoro, perché l’organizzazione aziendale non c’è – dice Maurizio Affatigato Segretario della Slp Cisl – Anzi, tutti i progetti aziendali messi in campo creano solo grandissime criticità a tutto il sistema, penalizzando i lavoratori e i nostri clienti. Attualmente in provincia di Palermo, secondo i dati del sindacato, sono state tagliate 85 zone dove la consegna della corrispondenza avviene a giorni alterni; il 90% dei 154 gli uffici postali di Palermo e Provincia sono gestiti con poco personale, con una carenza di risorse allo sportello di 75 operatori full-time. “Solo” 2770 i lavoratori tra impiegati, postini e autisti, compresi gli staff, nella città è presente la sede regionale, contro i 3650 di qualche anno fa.

“I portalettere, che fino a qualche tempo fa venivano affiancati dai colleghi che avrebbero dovuto andare alla sportelleria, ora sono mandati sul territorio allo sbaraglio”, dice Affatigato che aggiunge: “Persone che non avevano mai fatto una zona, vengono catapultate in aree difficili in espansione come al centro di distribuzione di Carini e Bagheria, munite soltanto di una cartina topografica. E questo non fa che diminuire la già bassa qualità del servizio di recapito aumentando le giacenze di corrispondenza”.

E le condizioni potrebbero peggiorare: entro dicembre andranno in pensione altre persone tra recapito e sportelleria. “Da quanto è dato sapere, l’azienda non ha alcuna intenzione di sostituire questi lavoratori. E come si apriranno gli uffici in queste condizioni? Che tipo di servizio siamo in grado di offrire ai nostri clienti? Intanto, altre aziende concorrenti si stanno organizzando con le 12.000 edicole per offrire un servizio uguale al nostro o le stesse farmacie che hanno in progetto di effettuare i pagamenti dei bollettini postali. Cosa ne sarà delle centinaia di migliaia di risparmiatori che hanno investito da noi? Con la privatizzazione, insieme alla carenza di organico, Poste non darà più garanzie sul servizio fornito. Stiamo assistendo alla deriva negativa del servizio postale sia dal punto di vista finanziario che commerciale, con ulteriori perdite di posti di lavoro. Dobbiamo fermare tutto questo”.  Lo sciopero sarà articolato in due manifestazioni: una a Roma, con la partecipazione di una forte delegazione di Palermo (già 500 le adesioni) e l’altra a Palermo dove ci sarà la presenza di tutta la Sicilia. 

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