PALERMO – L’addizionale Irpef di Bagheria rimarrà allo 0,80 per mille. Lo ha deciso la prima sezione del Tar di Palermo (presidente Filoreto D’Agostino, consigliere ed estensore Federica Cabrini, primo refendario Maria Cappellano), che ha respinto la richiesta di sospensiva presentata dal ministero dell’Economia contro il Comune alle porte di Palermo, difeso da Domenico Pitruzzella e Angelo Cuva. Secondo il ministero dell’Economia, infatti, la decisione doveva essere assunta dal consiglio comunale e non dalla giunta, ma per i giudici “la mera variazione dell’aliquota per l’addizionale comunale Irpef non rientra nella categoria degli atti fondamentali concernenti l’istituzione e l’ordinamento del tributo”, come si legge nell’ordinanza (numero 234 del 14 marzo 2014).
Tutto inizia il 27 novembre 2013, quando la giunta comunale aumenta l’addizionale Irpef, cioè la quota dell’imposta sui redditi che resta nelle casse del Comune, dallo 0,3 per mille allo 0,8. A quel punto il ministero dell’Economia presenta ricorso, chiedendo nel frattempo la sospensiva. Un atto che i giudici hanno respinto: “L’unica censura dedotta (incompetenza della Giunta, attesa la ritenuta sussistenza della competenza del Consiglio) – annotano i magistrati amministrativi – non appare assistita da sufficiente fumus boni iuris”. La delibera di giunta, quindi, va bene così.
Soddisfatti sindaco e assessori. “Dopo quattro mesi di attacchi ricevuti dalle forze politiche, dai consiglieri comunali e da autocostituiti comitati professionali e nonostante la diffida del ministero – scrive in una nota l’assessore al Bilancio Antonino Sciacchitano – giunge la decisione del Tar. Come ormai abitudine del governo di questa città si preferisce aspettare l’esito dei fatti, piuttosto che chiacchierare invano. Eravamo sicuri che l’atto in questione fosse legittimo e contribuisse al miglioramento delle risorse finanziarie dell’ente. L’assunzione della delibera, pur sapendo della sua impopolarità, mira a raggiungere l’obiettivo del risanamento dell’ente”.
