Adrano, due arresti della polizia

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Palermo è una città dalle grandi contraddizioni. Accanto alle sue ferite — povertà educativa, disoccupazione e lavoro precario, disuguaglianze, degrado urbano e ambientale, servizi insufficienti e periferie troppo spesso dimenticate — vive una straordinaria ricchezza di energie, competenze, creatività e passione civile. Ogni giorno associazioni, scuole, università, imprese, lavoratori, professionisti, realtà del Terzo Settore, comunità delle varie confessioni religiose, organizzazioni culturali e tanti cittadini costruiscono, spesso lontano dai riflettori, solidarietà, innovazione e speranza. Palermo è viva. E questa energia non può più rimanere dispersa. Le prossime elezioni amministrative possono rappresentare non soltanto un momento elettorale, ma l'occasione per aprire una nuova stagione di partecipazione e di responsabilità collettiva. Per questo chiediamo alla città di non partire dai nomi, dai partiti o dalle candidature. Partiamo da Palermo. Prima ascoltiamo i quartieri. Prima incontriamo i cittadini. Prima definiamo le priorità e costruiamo una visione condivisa. Solo dopo sarà il momento di individuare alleanze, candidature e responsabilità di governo. Vogliamo una Palermo nella quale nessuno sia costretto a partire per trovare lavoro, nella quale i giovani possano studiare, lavorare, abitare e progettare il proprio futuro; una città che investa nella scuola, nell'educazione e nella cultura, perché nessuna periferia sia condannata alla marginalità. Vogliamo una città policentrica, nella quale ogni quartiere sia protagonista e possa diventare luogo di partecipazione, incontro, servizi e progettazione del proprio futuro. Vogliamo una Palermo verde, sostenibile e accessibile, capace di affrontare il cambiamento climatico, curare gli spazi pubblici, migliorare la mobilità, tutelare il patrimonio naturale e garantire servizi dignitosi in ogni parte della città. Vogliamo una città che non lasci indietro nessuno: anziani, persone con disabilità, famiglie in difficoltà, persone senza dimora, migranti e quanti vivono condizioni di fragilità. Il Terzo Settore e il volontariato devono essere riconosciuti come protagonisti delle politiche pubbliche e della costruzione del bene comune. Vogliamo istituzioni trasparenti, competenti e responsabili, nelle quali il cittadino non debba chiedere favori, ma possa esercitare diritti. La legalità deve diventare qualità quotidiana delle istituzioni e della vita democratica. E vogliamo che Palermo ritrovi pienamente la sua vocazione mediterranea. In un Mediterraneo attraversato da guerre, conflitti, migrazioni e disuguaglianze, Palermo può essere luogo di incontro tra popoli, culture e religioni, laboratorio di dialogo, cooperazione e pace. La sua storia e la sua posizione geografica le affidano una responsabilità particolare: costruire ponti, educare alla nonviolenza, promuovere il dialogo interculturale e rafforzare le relazioni con le città e le comunità delle diverse sponde del Mediterraneo. Ma soprattutto vogliamo restituire ai cittadini il ruolo di protagonisti della democrazia. La partecipazione non può essere limitata al giorno del voto. Deve diventare una pratica quotidiana: nei quartieri, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, nelle associazioni e negli spazi della città. I cittadini devono poter proporre, discutere, controllare e valutare le scelte pubbliche.

E noi che abbiamo fatto il COVID lavorando con le cooperative negli ospedali a Catania, e provincia questo e stato il merito che ci hanno dato, siamo inquadrati come ausiliari e pulizieri, e dobbiamo fare pure il concorso ma va.........

Da buon amico di Putin c'era da aspettarlo che con la scusa dell'economia non sollecitasse uno stop alla fornitura di armi all'Ucraina, Se veramente ha a cuore l'economia del Paese la smetta una volta per tutte di sprecare fior di fondi pubblici, soldi dei contribuenti, per un ponte che non si farà mai perché non è fattibile.

Questo commento, come tanti altri che riceviamo anche privatamente, ci rincuora. C'è evidentemente speranza. Affettuosi saluti.

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