Aeroporti di Trapani e Comiso| "Verso le tariffe agevolate"

Aeroporti di Trapani e Comiso| “Verso le tariffe agevolate”

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Giancarlo cancelleri
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Commenti

    Non ho capito. 30 milioni di euro tratte dalle tasse pagate dai contribuenti per costringere i siciliani a preferire gli aeroporti di Birgi e Comiso? Ed io come ci arrivo a Birgi o Comiso? Se si volevano aiutare i siciliani si dovevano prevedere forme di rimborso per le altissime tariffe applicate in certi periodi. Ma per tutti gli aeroporti

    Se li chiudono ( visto che ad esempio Comiso quando va bene fa un volo al giorno ) devono mandare a casa tutti coloro che al momento hanno un lauto stipendio….

    Sempre e solo critiche che cavolo!!!!!
    Se i ragusani e i trapanesi e non solo possono avere delle agevolazioni frutto di una intesa fra tutti i partiti ma che ben venga
    Basta sfasciasti a tutti i costi la SICILIA AFFONDA SVEGLIA GUFI non sono grillino ho votato sempre cdx

    Nessuna sovvenzione può essere erogata agli aeroporti di Catania e di Palermo perchè, nel 2018, questi il loro traffico ha superato i 3 milioni di passeggeri (in partenza).
    D’altra parte nessuno impedisce a questi due aeroporti (ed agli operatori turistici che li utilizzano), di incentivare le compagnie aeree che praticano i prezzi “ragionevoli”.

    Comiso e Trapani non devono essere chiusi perchè sono l’unico motore di una economia soprattutto turistica che soffre – e soffrirà ancora a lungo – per le condizioni inaccettabili delle strade e del trasporto soprattutto ferroviario.

    Il trasporto pubblico locale è studiato con orari a misura di studenti e di pendolari e senza alcuna considerazione per il turista che deve raggiungere, per esempio, le spiagge del ragusano o Selinunte.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

...vorrei vorrei vorrei /Che bella tiritera… /Ti sembra la maniera... per un deputato di opposizione avere solo desideri? Nessuna indicazione su cose da fare e come farle, mentre Schifani vive tranquillo in attesa che il frutto gli cada dritto dritto sulla scrivania. Lui, il Presidente, conosce i tempi. Ha atteso immobile che l'aumento delle tariffe dei traghetti arrivassero a compimento e “subito” ha convocato la riunione decisiva. Risultato: tutto fatto! Battiam le mani, viva il Presidente! Pensa tu se la riunione l'avesse convocata per tempo, il risultato sarebbe stato uguale, ma senza applausi. E in queste ore mentre all'aeroporto di Catania sono stati persi 700 voli che da qui a domani diventeranno 1000 e chi sa quanti ancora, e c'è chi dice che in auto la tratta Fontana Rossa-Falcone Borsellino è arrivata a costare pure 800 euro, il Presidente dichiara che la Regione interviene per alleviare i disagi. Evviva! Ma il più bello è solo annunciato: l'aeroporto di Catania si può spostare... Beh, che bella idea Presidente! Veramente originale. E noi ci trastulliamo con i due modi di guardare la Sicilia. Balorda nostalgia!

Non si può commentare, mi spiace ma sembrano considerazioni di un presidente che vive in un'altra regione. Piuttosto che chiedere scusa per i gravi disagi arrecati ai viaggiatori, turisti e non, si autoincensa dicendo che stiamo facendo il possibile. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Quella dello scalo Fontanarossa è ormai un problema strutturale, capisco che non si può mettere un tappo al vulcano ?, ma quale piano di emergenza hanno previsto sia la Sac che la regione? Oltre il danno la beffa per i viaggiatori costretti oltre che a soste interminabili senza informazioni, taglieggiati dai tassisti o altri privati che chiedono fino a € 800 per arrivare a Palermo. Ormai il re è nudo e non ci resta che aspettare le prossime elezioni per un altro giro di giostra.

È facile oltre che scontato essere d'accordo nel merito. Il vero problema, che poi è quello che fa la differenza, è rappresentato dalla palude che sta intorno, dal lezzo del malaffare che spazia dalle nomine affaristiche ad proclami farlocchi e dalla incapacità di essere incisivi e rigorosi nel sapere affrontare e risolvere i veri problemi dei siciliani. Come si può accettare ancora oggi una Sicilia per buona parte senza acqua, senza strade e ferrovie, con una sanità commissariata, in preda agli incendi etc...

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