Incendio all'aeroporto di Catania, atti irripetibili: 7 indagati NOMI - Live Sicilia

Incendio all’aeroporto di Catania, atti irripetibili: 7 indagati NOMI

Due avvisi diversi, nessuna accusa notificata. Tutti i nominativi

CATANIA – Incendio all’aeroporto di Catania, ci sono 7 indagati per l’esecuzione di atti irripetibili, secondo quanto confermato a LiveSicilia. Il primo avviso contiene quattro nominativi della Sac, società di gestione dell’aeroporto di Catania. Il secondo riguarda dipendenti della società di noleggio che gestisce l’ufficio in cui sarebbe partita la scintilla. I particolari e il commento del legale Luca Blasi. LEGGI ANCHE Inchiesta sull’aeroporto Fontanarossa: le piste dei magistrati

Tutti i nomi

Tra gli indagati ci sono l’Ad Sac Nico Torrisi, il manager Giancarlo Guarnera, il responsabile sicurezza Orazio Condorelli, Antonio Palumbo, post holder terminal. Avviso anche a Cristina Torrisi, difesa dall’avvocato Ruggero Razza, che assiste da anni la Italy rent by car. Anche in questo caso è un atto dovuto, si tratta della ragazza che chiamò gli operatori subito dopo l’incendio. Indagati anche altri due dipendenti della società di noleggio: Riccardo Sciuto e Carmelo Battiato. Torrisi, Sciuto e Battiato hanno ricevuto un avviso diverso da quello degli altri indagati.

Gli indagati sono difesi dagli avvocati Luca Blasi, Giuseppe Lo Faro, Martina Reina e Gianluca Gulino del foro di Ragusa.

Interviene l’avvocato Blasi

L’avvocato Luca Blasi – contattato da LiveSicilia – che fa parte del collegio difensivo, dichiara “di non essere assolutamente sorpreso dall’avviso di garanzia finalizzato ad accertamenti tecnici non ripetibili altrimenti non utilizzabili in un eventuale fase processuale”. “Trattasi – aggiunge Blasi – di un atto a garanzia dei molti indagati, anche non appartenenti alla Sac”.

L’avvocati Blasi parla anche dell’iscrizione di Nico Torrisi, al momento “senza capi di imputazione”. L’amministratore delegato – spiega – consapevole che si tratta di un atto dovuto a garanzia di tutti, ha piena fiducia nell’operato della Magistratura e auspica che venga fatta – conclude Blasi – piena chiarezza”.


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