CATANIA – La sua volontà, un ragazzino di 12 anni, l’ha espressa più volte, anche se va contro il parere dei giudici, che lo hanno affidato in via esclusiva al padre; e contro, ovviamente, la volontà del genitore. Lui vuole vivere con sua mamma e non sente ragioni. Ha rifiutato anche tentativi di trasferirlo con le forze dell’ordine. Ma oggi la Corte d’appello civile di Catania si troverà a decidere sull’istanza del padre affidatario. Il genitore infatti non accetta questa posizione.
Per questo chiede che sia affidato a una casa-famiglia. “Il padre – ricostruisce l’avvocato Giuseppe Lipera, che assiste la madre – ipotizza la casa-famiglia come un “passaggio intermedio” che consentirebbe il trasferimento del figlio presso di lui”.
“Il ragazzo si rifiuta di lasciare la madre”
Ma la realtà, secondo Lipera, sarebbe un’altra: “Si rifiuta di lasciare la madre, come testimonia l’annotazione a firma degli Ufficiali di P.G. della Divisione Polizia Anticrimine di Catania”. Il genitore avrebbe chiesto il trasferimento in una casa-famiglia del Ragusano.
“Il padre chiede che sia trasferito lontano da Catania – prosegue l’avvocato – dove il ragazzino vive e dove sono concentrati tutti i suoi affetti, cosa oltreché assurda perché lo strapperebbe brutalmente dal suo ambiente familiare e dai legami affettivi più profondi, infliggendogli una sofferenza del tutto evitabile, non tenendo conto di quello che il ragazzino ha detto chiaramente ai giudici: voglio vivere con la mamma”.
Per la madre, “rischia di subire un grosso trauma”
Il penalista catanese sottolinea che non si parla certo “di un minore abbandonato o in condizioni di degrado”. “È seguito dalla Neuropsichiatria Infantile. E nei precedenti tentativi di esecuzione, davanti a servizi sociali e polizia, ha reagito con pianti disperati e vere crisi di panico. Questo ogni volta che si è cercato di allontanarlo dalla mamma ma, nonostante questo, il padre ha chiesto di procedersi comunque coattivamente”.
“C’è una verità sola: il ragazzino rischia di subire un grosso trauma con conseguenze irreparabili. L’udienza si terrà oggi. Che fine farà questo ragazzino? Lo sapremo domani (oggi, ndr.). Che Dio illumini le coscienze”, concludono gli avvocati Lipera e Graziella Coco.
Caso insolito: “E’ una buona madre”
Si tratta, è evidente, di un caso insolito, considerato che l’orientamento in genere induce quasi sempre i tribunali a dare i figli alla madre, dopo la fine di una coppia. Eppure secondo l’avvocato Giuseppe Lipera, che difende la madre, non ci sono motivi particolari. “La mia cliente è una brava madre. Ad opporsi non siamo semplicemente noi in quanto patrocinatori della madre: stiamo cercando in tutti i modi di dare voce a questo ragazzino. Ha 12 anni, non può non contare nulla il suo parere. Nessuno lo ha condizionato”.
Il bambino due anni fa fu protagonista di un fatto di cronaca. Si rivolse spontaneamente alla polizia. Inventò, dopo essere scappato dalla scuola, di essersi perso ma poi disse la verità: non voleva andare a vivere da suo padre. Voleva la mamma. Era il dicembre 2024. Da allora di fatto ha vissuto sempre con sua madre. E la questione non si è posta perché la Corte d’appello, dopo la decisione, aveva sospeso l’esecuzione dell’affidamento al papà. Ora la sospensiva non è stata concessa.

