ENNA – La ricerca oftalmologica internazionale si è data appuntamento in Sicilia con il “Ist International Sicilian Retina Meeting”, un confronto scientifico di alto livello sulle più recenti innovazioni nel campo delle patologie retiniche. Nel corso dell’evento particolare attenzione è stata riservata alle nuove prospettive diagnostiche e terapeutiche che vedono l’oftalmologia siciliana proiettata verso orizzonti di eccellenza e innovazione, dalla ricerca alla pratica clinica, rivolgendo l’attenzione al mondo dei giovani che con la vivacità e la dinamicità che li caratterizza hanno reso l’evento di grande interesse.
Il congresso, proposto e organizzato dal giovane ricercatore Francesco Cappellani insieme con Caterina Gagliano, ordinario di Oftalmologia, entrambi dell’Università di Enna Kore, ha riunito il “gotha” scientifico, tra cui Jose Pulido del Wills Eye Hospital di Philadelphia, punto di riferimento internazionale nello studio delle malattie retiniche, sottolineando come “la condivisione di cono-scenze e la collaborazione tra ricercatori emergenti e istituzioni accademiche sono sempre state al centro della mia attività”, ha detto. “È proprio grazie a queste relazioni che giovani talenti possono crescere e accedere a opportunità concrete di ricerca e finanziamento”.
Tra i relatori anche Hwei Wuen Chan del National University Hospital di Singapore, Fukutaro Ma-no della Kindai University di Osaka. A presentare i lavori è stato Mark Zeppieri.
“L’istituzione di un ambulatorio dedicato alle malattie rare oculari ed alle gravi patologie infiammatorie dell’apparato visivo è il più importante degli obiettivi che mi sono posta sin dal mio insediamento alla kore”, ha detto Gagliano, che è anche responsabile dell’Unità Operativa di Oftalmologia del Presidio Oculistico Morgagni di Catania. “Nella speranza di trovare una soluzione ai loro problemi molti pazienti scelgono di emigrare nel Nord Italia e persino all’estero – ha aggiunto -. Oggi invece queste attività cliniche di assistenza, presa in carico e ricerca scientifica si realizzano in una struttura dedicata, il Presidio Oculistico Morgagni/DSV di Catania che lavora anche in regime di accreditamento, grazie a personale dedicato con competenze specifiche e tecnologie avanzate già disponibili”.
Il risultato di queste attività per le malattie rare, svolto anche in collaborazione con i centri di rife-rimento storici siciliani per le malattie rare quali il Policlinico di Catania e di Messina e l’Ospedale Villa Sofia di Palermo, finora ha permesso di erogare circa 2000 prestazioni in due anni.
Un lavoro affiancato dalla ricerca scientifica. “Abbiamo analizzato le centinaia di diagnosi molecolari effettuate sul territorio siciliano che, come tutte le popolazioni residenti nelle isole, da un punto di vista genetico, ha delle caratteristiche peculiari”, ha rivelato Fabiana d’Esposito, ricercatrice dell’Università Kore ed Honorary Senior Lecturer, Imperial College, London, “Abbiamo infatti identificato – ha proseguito – un particolare difetto genetico legato a un cosiddetto ‘effetto fondatore’, in un numero elevatissimo di pazienti affetti da retinite pigmentosa, provenienti dalla Sicilia occidentale. Questa identificazione rappresenta un dato importantissimo a beneficio dei pazienti affetti, in termini di diagnosi precoce, di counselling genetico e di possibili futuri sviluppi terapeutici”.
Nell’ambito del meeting è stato possibile individuare delle concrete e realizzabili opportunità di trattamento per i soggetti affetti da queste rare ed inesorabili malattie genetiche che colpiscono la retina. “Presto – ha annunciato – queste terapie innovative saranno avviate presso il nostro pre-sidio oculistico”.
Nel trattamento del cheratocono, una malattia rara con una elevata incidenza in Sicilia, che colpi-sce soprattutto i ragazzi e i giovani adulti è anche impegnato Cosimo Mazzotta, associato alla Kore, in servizio da poco nell’Unità di Oftalmologia. “Intervenire precocemente significa salvare la vista e il futuro visivo di questi pazienti”, ha dichiarato. “Portare questa terapia sul territorio, in una struttura convenzionata con l’università e con il sistema sanitario regionale, significa offrire equità di accesso alle cure e ridurre la migrazione sanitaria. È un progetto in cui crediamo profondamente”.
Accanto all’attività clinico-assistenziale, un ruolo centrale è svolto dall’Accademia Mediterranea di Chirurgia del Presidio Oculistico Morgagni/DSV di cui è presidente Teresio Avitabile, presidente della Società Italiana di Scienze Oftalmologiche. L’Accademia, diretta da Antonello Rapisarda, rappresenta “punto di riferimento nella formazione dei giovani oculisti per la diagnostica e la chirurgia”, ha dichiarato. “La collaborazione con la Kore rappresenta un salto di qualità ulteriore, per-ché ci consente di diventare non solo un centro assistenziale, ma anche un polo di ricerca e innovazione”.
Nell’ambito dei programmi dell’oftalmologia della Kore inoltre è attivo da un anno il gruppo di ri-cerca G.R.I.D.O. (Group of Research in Innovative Discovery in Ophthalmology), ideato per dar vo-ce ad iniziative progettuali idonee allo sviluppo di brevetti, che coinvolge soprattutto i giovani.
Grazie a questa sinergia tra Università e territorio, i pazienti affetti da malattie oculari rare possono oggi trovare risposte concrete e altamente specialistiche anche presso il Presidio Oculistico Morgagni/DSV di Catania: un esempio virtuoso di sanità d’eccellenza che mette competenza, ri-cerca e umanità al servizio dei pazienti.

