Allevatore ucciso a Partinico, la pesante ombra della mafia

Allevatore ucciso a Partinico, la pesante ombra della mafia

Ora sono i pm antimafia a coordinare le indagini

PALERMO – Adesso è la Direzione distrettuale antimafia di Palermo ad occuparsi delle indagini sull’omicidio di Vito La Puma, assassinato il 15 gennaio scorso nelle campagne di Partinico. È nel contesto degli equilibri mafiosi che si scava per scoprire chi e perché ha sparato tre colpi in testa e al volto all’allevatore di 73 anni.

L’omicidio e le indagini

Il lavoro degli investigatori della squadra mobile ora è coordinato dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio che si occupa delle indagini su Cosa Nostra a Palermo e provincia. Un passaggio di competenze che nasce da più fattori. Innanzitutto le modalità del delitto: è stata una esecuzione con tre colpi sparati da distanza ravvicinata.

L’allevatore era pure citato nelle carte del blitz Kelevra del 2016 e azzerò i vertici mafiosi fra Partinico e Borgetto.

Secondo gli inquirenti sarebbe stato costretto a versare una somma di denaro per la “messa a posto”. Nella notte del 4 settembre del 2013 furono incendiate le balle di fieno all’interno della sua stalla.

L’intercettazione

“Al signorino gli è morto il fuoco dentro, nello stallone”, dicevano senza sapere di essere ascoltati due personaggi con cognomi pesanti nella Cosa Nostra di quella fetta di provincia palermitana attraversata, nei decenni scorsi, da una faida sanguinosa.

Sei morti ammazzati, una lupara bianca e un tentato omicidio. Il terreno di battaglia è stato il mandamento mafioso un tempo guidato dai boss Vito e Leonardo Vitale. Un territorio cerniera fra le province di Palermo e Trapani e per questo considerato rilevante all’interno di Cosa Nostra. Arrestati i Vitale, a quel punto, la scelta cadde su Maurizio Lo Iacono come reggente.

Nonostante l’avallo di Bernardo Provenzano scoppiò una guerra. I primi a cadere furono Mario Rappa e lo stesso Lo Iacono fra giugno e ottobre del 2005. Poi Antonio Frisella scomparve nel nulla. Si contrapponevano bue blocchi, i Nania-Giambrone vicini ai Lo Piccolo di Palermo contro i Corrao-Salto legati al capomafia di Altofonte, Mimmo Raccuglia, allora latitante e oggi ergastolano.

Il 31 ottobre 2007 i killer freddarono Antonio Giambrone. Poco prima, a luglio, era stato ucciso, sotto casa, Giuseppe Lo Baido. Il 12 febbraio 2008 l’agguato in un bar a Partinico che costò la vita ai fratelli Gianpaolo e Giuseppe Riina. Poi, ad ottobre dello stesso anno il tentato omicidio di Nicolò Salto.

Ad un certo punto decisero che non dovevano più farsi la guerra e si allearono in nome degli affari e del pizzo imposto a tappeto. Probabilmente anche allo stesso allevatore assassinato che nella sua fedina penale aveva diversi precedenti per furto, pascolo abusivo e smaltimento illecito dei rifiuti.

Le condanne

Il 15 gennaio, proprio nel giorno in cui veniva ammazzato Vito La Puma, Nicolò Salto e Giuseppe Giambrone sono stati condannato dalla Corte d’Appello di Palermo, che ha assolto i figli Antonino e Francesco Giambrone.

Sono tutti a piede libero dal 2022 per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Antonino Giambrone viveva da latitante negli Stati Uniti, ma dopo l’assoluzione il suo status cambierà.

Il settantenne Nicolò Salto ha rischiato di prendere un’altra condanna lo scorso ottobre. Era imputato per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Un uomo gli aveva consegnato una bombola di gas a casa dove era detenuto ai domiciliari e chiedeva il pagamento di cinque euro per la cauzione.

‘Devo pagare la cauzione? Ma tu lo sai chi sono io?… ma il tuo titolare è messo a posto? Ora ci penso io, non ti preoccupare”, avrebbe detto il boss che si muove con l’aiuto di una stampella per le conseguenze dell’agguato del 2008. L’imputato è stato assolto.

Mafiosi a piede libero, una vecchia scia di sangue, storie di pizzo e sgarbi. È nel contesto mafioso che oggi si indaga per l’omicidio di Vito La Puma.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI