PALERMO – Il nuovo asilo nido di Brancaccio, dedicato alla memoria di don Pino Puglisi, si prepara a divenire realtà. Si terrà giovedì mattina la consegna dei lavori per la struttura che sarà intitolata ai “Piccoli di Padre Puglisi”, mettendo fine a infinite polemiche.
Il progetto, curato dal Centro Padre Nostro e regalato al comune di Palermo, è infatti pronto da tempo ma è stato al centro di un iter travagliato durato sette anni. L’iniziale finanziamento romano (voluto nel 2019, ai tempi del governo Conte) è andato perso e Palazzo delle Aquile ha provato a usare i fondi Poc 2014/2020.
Il via libera definitivo in consiglio comunale, però, è arrivato solo lo scorso settembre, un ritardo che non ha consentito di coprire i 3,9 milioni di euro necessari interamente con fondi extra-comunali. Il risultato è che il Comune ha dovuto coprire circa metà della spesa con risorse proprie.
Lagalla: “Traguardo importante”
Di “importante traguardo” per Brancaccio e per la città parla il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla: “È stato uno dei primissimi dossier che ho voluto affrontare sin dal mio insediamento, era necessario intervenire rapidamente per salvaguardare le risorse già stanziate e impedire che un’opera così significativa andasse perduta. Abbiamo lavorato con determinazione per superare criticità e ritardi, con l’obiettivo di restituire al quartiere un presidio educativo fondamentale”.
L’obiettivo è aprire i battenti nella seconda metà del 2027, forse già a settembre, con posti per 60 tra bambine e bambini. “È un impegno che abbiamo assunto e che intendiamo rispettare, per offrire a Brancaccio un servizio essenziale e un segno tangibile di rinascita”, aggiunge il primo cittadino.
Artale: “Troppi sette anni”
“Abbiamo creduto e sperato che prima o poi si sarebbe arrivati a questo giorno – dice Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro -. Grazie a chi si è adoperato per la realizzazione dell’asilo e a chi questo asilo non lo voleva, remando contro: ci hanno dato più slancio”.
“Tutte quelle strutture e servizi che il Beato Puglisi ci ha indicato hanno la priorità – continua – perché nascono dalla luce di un martire di mafia e di fede e ci sono stati indicati da un uomo a cui il Presidente della Repubblica Italiana ha conferito la medaglia d’oro al valor civile”.
“Sette anni però non sono tempi plausibili per costruire la scuola media di Brancaccio, né per l’asilo – conclude -. Due opere volute dal Beato Puglisi che riconosceva nell’azione educativa la vera salvezza degli uomini”.
“A Brancaccio nuovo fermento”
“Un segnale concreto di attenzione e speranza per il nostro quartiere – commenta il consigliere comunale di Fi Gianluca Inzerillo -. A Brancaccio si respira un fermento nuovo, frutto dell’impegno delle associazioni, delle parrocchie e delle istituzioni che stanno collaborando con grande senso di responsabilità e voglia di riscatto. L’asilo nido rappresenta un tassello fondamentale in questo percorso di crescita”.
“Un grazie particolare al Centro Padre Nostro, fondato dal beato Pino Puglisi, alla Fondazione Giovanni Paolo II e ad ‘Avvenire’, che hanno donato il progetto definitivo ed esecutivo al Comune di Palermo – conclude -. Resta il rammarico per il fatto che l’opera non sia stata finanziata esclusivamente con fondi extra-comunali, ma oggi prevale la soddisfazione per un risultato atteso da anni”.

