PALERMO – Hanno portato con loro le famiglie i sessanta lavoratori Almaviva che sono rimasti fuori dall’accordo con Exprivia e che rischiano da domani di doversi trasferire a Rende per mantenere il proprio posto di lavoro, Le sessanta famiglie stanno presidiando il sito di via Marcellini a Palermo, sfidando il freddo che ha investito in questi giorni la città. Da settimane in sciopero – per evitare il trasferimento – chiedono ancora una volta che venga rispettato l’accordo siglato a Roma e di non partire più per Rende.
“È una situazione paradossale – dice il segretario della Uilcom Sicilia, Giuseppe Tumminia – sono lavoratori in ostaggio e senza soldi nonostante un accordo sindacale. Chiediamo che questa vertenza si concluda al più presto, che le Aziende rispettino gli impegni per risolvere una situazione drammatica e non più sostenibile”.
Domattina si terrà un presidio spontaneo davanti alla sede di Enel, in via marchese di Villabianca, e dopodomani davanti alla sede di Exprivia. “I lavoratori hanno passato un Natale amaro, con le lettere dei trasferimenti in tasca, nel silenzio completo delle istituzioni nazionali – afferma Rosalba Vella, Rsu Slc Cgil Palermo di Almaviva – Questo silenzio non può durare oltre. E’ inaccettabile che dopo due richieste di incontro il governo nazionale non abbia battuto ciglio e siamo ancora in attesa di una convocazione. Le feste sono finite anche per loro. E anche Exprivia ha le sue responsabilità da prendere: c’è un accordo disatteso. Se stanno così le cose, i lavoratori non si fermano, continueremo con altre forme di protesta”.
La Slc Cgil Palermo oggi ha sollecitato la richiesta di incontro al Mise. “Chiediamo che si chiarisca finalmente questa farsa del trasferimento. Se non arriva un segnale, continueremo con le manifestazioni di lotta – dice il segretario provinciale Slc Cgil Maurizio Rosso – Pensavamo, e continuiamo a pensare, che sia arrivato il momento di parlare di uno sviluppo industriale di questo settore, con i propositi discussi al Mise, una regolamentazione precisa e chiara e un fondo dedicato per creare occupazione stabile e strutturata. Non permetteremo che si giochi con la vita dei lavoratori: l’attività del call center può essere svolta da qualsiasi parte mondo, è il lavoro che si trasferisce, non i lavoratori, soprattutto a basso reddito. Abbiamo aperto già una discussione con il sindaco di Palermo. Chiediamo che la Regione, assente finora come un fantasma, si occupi di questa vicenda. E pretendiamo un tavolo al Mise. I lavoratori non possono scioperare in eterno: il ministero ha l’obbligo di intervenire e tracciare la strada per questo settore, sempre più in espansione, richiamando le aziende al rispetto delle regole”.
In sciopero dal 19 dicembre, i lavoratori non si fermano. Domani saranno davanti alla sede di Enel in presidio. “Enel rappresenta l’ago della bilancia, può determinare la sorte in modo negativo o positivo dei 60 lavoratori di fatto messi in mezzo alla strada, per gli impegni presi in termini di garanzia dei volumi nel passaggio da Almaviva a Exprivia”, aggiunge Rosalba Vella.
Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato siciliano di Sinistra italiana alla Camera, Erasmo Palazzotto: “Il governo nazionale ha il dovere di farsi carico della vicenda dei 60 lavoratori Almaviva di Palermo non assorbiti da Exprivia, che si ritrovano nella condizione di dovere scegliere tra il trasferimento coatto in Calabria o il licenziamento. Exprivia non sta rispettando gli accordi firmati al Mise, il ministro dello Sviluppo ha l’obbligo di intervenire”.

